Gesto intimidatorio nei confronti del presidente dell’Acireale. La solidarietà della Reggina
"Il diritto di critica è sancito dalla Costituzione Italiana, ma ciò non consente di oltrepassare limiti ben precisi"
08 Aprile 2026 - 08:52 | Redazione

“La SSD Città di Acireale 1946 condanna il vile gesto registrato nella notte tra il 5 e il 6 aprile, che ha visto apporre lo scalpo, presumibilmente di un bovino, con un cappio annodato, all’esterno dell’abitazione del Presidente Giovanni Di Mauro. Questo macabro e ignobile gesto che riporta un significato paramafioso è l’ultimo di una lunga serie di episodi molto gravi perpetrati ai danni del dott. Di Mauro, che si verifica dopo la deprecabile manifestazione inscenata domenica 29 marzo, durante la partita casalinga contro il Sambiase, che aveva portato addirittura i capi della Curva Sud “Passione e Mentalità” a emettere, all’indomani della gara, una nota pubblicata a mezzo social con lo scopo di fare un vanto della riuscita dell’evento sfavorevole ai colori granata, e dei valori trasmessi. Va evidenziato che questa frangia di tifosi – se così è possibile definirla – non ha mai mostrato un reale attaccamento alla maglia, come invece viene affermato in seno a farneticanti loro comunicati. Gli scadenti risultati sportivi ottenuti negli ultimi diciotto mesi possono certamente giustificare il malumore di quanti si sentono tifosi di questo club, ed è condivisibile il sacrosanto diritto di protestare quando i risultati non sono soddisfacenti. Il diritto di critica è sancito dalla Costituzione Italiana, ma ciò non consente di oltrepassare limiti ben precisi, ossia quelli inerenti il rispetto delle persone e dei loro familiari, e l’educazione. Questi personaggi, appartenenti a entrambe le curve, quando arringano i loro adepti parlano di valori da trasmettere, ma – ci si chiede – quali sono questi valori? I valori in senso lato non sono altro che gli ideali che orientano le nostre scelte morali, e quale moralità ci può essere in questo modo di fare, ossia nella contestazione becera e volgare come quella inscenata domenica scorsa? È questa la moralità che si vuole tramandare alle nuove generazioni di tifosi? I giovani, i bambini e i ragazzi, hanno bisogno di messaggi distensivi e di vero sentimento sportivo, ossia valori condivisi da tutti i membri della collettività acese. I valori che questo ristretto gruppetto porta avanti e vorrebbe tramandare quali sono? Gli slogan e gli striscioni di insulti volgari? Oppure i raid notturni sotto casa del Presidente, come quelli di qualche mese fa, con il lancio di petardi, immondizia e uova marce? O, ancora, l’aggressione fisica contro il Presidente dello scorso settembre? Oppure il tentativo di aggressione di qualche settimana fa ai danni di tesserati e dirigenti, avvenuta sul traghetto che riportava la squadra in Sicilia dopo la prima storica vittoria a Reggio Calabria? Il fatto gravissimo di ieri porta con sé molti dubbi anche sulla gestione operata dalle istituzioni cittadine, che mai hanno speso una parola di condanna.
Questa gente è stata libera di fare e disfare, ottenendo pure l’omertosa simpatia di tanti insospettabili cittadini. Una città dal brillante passato come Acireale non può essere ostaggio di questi delinquenti e accettare tutto ciò in silenzio. A nostro modo di vedere è chiaro che dietro tutto ciò non ci sono solo i risultati della squadra. Quale sia il vero motivo di tale insulsa e ostinata protesta nei confronti della Società al momento non ci è dato saperlo, certo, ma possiamo immaginare i veri motivi, che chiarirebbero quest’opera persecutoria nei confronti del legittimo proprietario della Società e della sua dirigenza. Il dott. Di Mauro ha sempre cercato il dialogo, anche nei periodi più duri della protesta, ricevendo un netto diniego e, anzi, un inasprimento degli atti persecutori, intimidatori e paramafiosi nei suoi confronti. In realtà, quindi, non c’è mai stata la volontà di superare le divergenze da parte di questo gruppo organizzato e di quanti hanno sostenuto la protesta: è sempre stato intimato alla proprietà di lasciare Acireale, portando via, addirittura, il titolo sportivo. Un “amore” verso l’Acireale, il loro, mostrato solo a parole: non c’è stato nessuno scrupolo, infatti, nel far mancare deliberatamente il sostegno alla squadra durante tutto l’arco del campionato; mai una voce di sostegno per i ragazzi che indossano la maglia che loro a gran voce sostengono di amare. Anche in altre piazze si contesta l’operato delle Società, ma mai facendo mancare il supporto per la squadra che rappresenta la comunità.
A sostegno della tesi a base della protesta si adduce la volontà di non cedere a un non precisato ricatto da parte della proprietà, omettendo il fatto, però, che a ricattare e minacciare sono stati sempre i medesimi, e tutti coloro che si riconoscono nei loro metodi paramafiosi. Loro, sì, stanno condannando un’intera comunità verso l’oblio dell’anonimato sportivo. Questo gruppetto sostiene il mantra “L’Acireale siamo noi!”, mentre noi crediamo che l’Acireale sia una componente di persone disposte a fare, ciascuno per la propria parte, il bene della comunità sportiva che vive di orgoglio e appartenenza, senza che una parte di essa pensi in modo sovversivo di essere la componente più importante rispetto alle altre e alla stessa Società. Il Presidente insieme a tutto il gruppo dei dirigenti lotterà, insieme a staff tecnico e calciatori, fino alla fine, per ottenere la salvezza della categoria e salvaguardare quella parte sana della tifoseria che nel bene o nel male soffre e gioisce realmente per questa maglia, animata esclusivamente dall’amore per l’Acireale. In riferimento all’ultimo fatto intimidatorio, infine, si rende noto che le indagini sono già state avviate dalle autorità competenti, con i rilievi effettuati dalla sezione Scientifica, in modo da poter risalire agli autori”.
La solidarietà della Reggina
“AS Reggina 1914 esprime incondizionata solidarietà e vicinanza al Presidente dell’Acireale Calcio, Sig. Giovanni Di Mauro, condannando con assoluta fermezza il vile gesto intimidatorio di cui è stato vittima.
La violenza e le minacce offendono i valori dello sport e non devono trovare alcuno spazio nel mondo del calcio.
Tutta la società amaranto si stringe attorno al Presidente Di Mauro e alla comunità dell’Acireale. A lui va il nostro sincero incoraggiamento a proseguire il proprio lavoro con la passione di sempre”.
La solidarietà della Nissa
“La società NISSA, esprime massima solidarietà al presidente dell’Acireale Calcio, Giovanni DiMauro per il gesto intimidatorio subito. L’Acireale costituisce un patrimonio del calcio siciliano, per cui ci auguriamo che ogni dissidio esistente tra la meravigliosa tifoseria granata e la Società possa appianarsi al più presto“.
