La vittoria di Salvatore. Affetto da sclerosi multipla, attraversa lo Stretto di Messina a nuoto
"Ho nuotato contro la malattia e contro le barriere e il pregiudizio verso gli invalidi. Ho affrontato Scilla e Cariddi per parlare per loro", racconta Salvatore
09 Settembre 2019 - 18:23 | Redazione

La vittoria del coraggio sulla paura. Salvatore Angius è un uomo di 38 anni, sardo che vive a Roma. E’ un poeta che da qualche anno si dedica con l’anima alla sensibilizzazione sulla sclerosi multipla, malattia che ha scoperto di avere nel 2014.
Per dare un messaggio di speranza ha deciso di attraversare lo stretto di Messina a nuoto, con il patrocinio dell’Arma dei Carabinieri, per allenare la tenacia e per dimostrare la propria forza contro la malattia.
Ai microfoni di TPI, Salvatore ha raccontato di come la malattia lo ha cambiato.
“Era il 2014. Ma la mia patologia me la sentivo addosso da quando avevo vent’anni. Mia madre si era ammalata di tumore e io vengo assorbito completamente dalla sua situazione.
Un giorno ero in banca e sono collassato. Il medico mi disse che non era un problema né di insulina né cardiologico e né di zuccheri. Feci una Tac e mi diagnosticarono la sclerosi multipla.
La malattia ha cambiato il mio modo di vedere il mondo, ho cominciato ad ascoltare, come diceva Alda Merini si è accesa una scintilla e il mio modo di vedere il mondo è cambiato.
Tu devi convivere con questa situazione. La forza che ho avuto però la devo tutta a mia madre: quattro mesi prima che morisse le ho detto della mia diagnosi e la sua reazione è stata talmente potente che mi ha dato energia per sollevare le montagne. Tutto merito suo. Lei non mi ha mai lasciato”.
La voglia di combattere, ‘come i mufloni’, lo porta a immaginare e realizzare l’obiettivo di attraversare a nuoto lo stretto di Messina.
“È stata un po’ una dimostrazione barrosa come si dice qui in Sardegna. Ho nuotato contro la malattia e contro le barriere e il pregiudizio verso gli invalidi.
Chi si ritrova in una situazione come la mia e spesso e volentieri non riesce a parlarne. L’ho fatta per tutte quelle persone che non riescono ad avere voce. Ho affrontato Scilla e Cariddi per parlare per loro”.
