L’elogio dell’anormalità: 72 punti di penalizzazione, ma Reggina immacolata


 

48 punti. No, non stiamo parlando di quelli raccolti dalla Reggina di Maurizi, capace di accumularne 40, bensì l’esatto numero ottenuto dalla somma delle penalizzazioni comminate a Matera, Siracusa, Andria ed Akragas. Una cifra enorme, soprattutto considerando che i pugliesi hanno visto togliersi “solamente” tre punti. Un dato che certifica, se ancor ce ne fosse bisogno, l’insostenibilità di questa Serie C. Troppe squadre, troppi pochi soldi: un ossimoro che, da anni, non fa che distruggere il terzo livello del calcio italiano.

Il girone meridionale, infatti, non è stato l’unico colpito dal Tribunale Federale Nazionale. Alle quattro squadre sopracitate, infatti, bisogna aggiungere anche Arezzo (-15), Gavorrano (-2), Mestre (-2), Vicenza (-4) e Santarcangelo (-1), oltre al Modena, cancellato dal girone B in autunno. Un totale che, quindi, sale a ben 72 punti sottratti alle compagini di Lega Pro. Una cifra assurda, che lascia intendere la possibilità di tanti problemi in arrivo per i suddetti club nella fase d’iscrizione al prossimo campionato. Realtà che, in riva allo Stretto, ben abbiamo conosciuto nel 2015.

I tre anni di gestione della famiglia Praticò, in tal senso, sono stati esemplari. Mai un deferimento, mai una penalizzazione. In un contesto di normalità, ovviamente, tale aspetto non meriterebbe nemmeno menzione. Ma in una situazione reale che vede quasi 50 punti totali di penalità in un solo girone da 19 squadre, la constatazione di tale rispetto regolamentare non può che trasformarsi in un elogio.

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