Il liceo Gullì di Reggio Calabria tra i premiati del concorso nazionale "Primi in sicurezza"

Il liceo delle Scienze Umane “Tommaso Gullì” di Reggio Calabria è stato selezionato quale vincitore della manifestazione

Ieri, 29 maggio, si è svolta, nella prestigiosa Aula Magna del Rettorato dell’Università “La Sapienza” di Roma, la cerimonia di premiazione della XVII edizione del concorso Nazionale “Primi in sicurezza”, campagna promossa dall’Anmil e dal mensile OKAY!

Numerose, come ogni anno, le scuole che hanno partecipato al concorso, ormai divenuto icona nazionale per le tematiche riguardanti la prevenzione degli infortuni sul posto di lavoro.

Tra i tanti lavori pervenuti, analizzati con attenzione dalla Giuria di Qualità, Il Liceo delle Scienze Umane “Tommaso Gullì” di Reggio Calabria è stato selezionato quale vincitore della manifestazione, assieme ad altre 19 scuole provenienti da tutta l’Italia, grazie ad un progetto di notevole rilevanza che ha commosso tutti i presenti, dal titolo “Non si può accettare”.

L’eccezionale lavoro, proposto da 4 ragazzi della classe 2 ASU, coordinati dal Prof. Turano Salvatore Davide, è riuscito, infatti, a colpire i cuori di ogni persona presente alla cerimonia, trattandosi di una storia vera, accaduta 9 anni fa, che ha visto il decesso di un operaio calabrese proprio sul luogo di lavoro.

Il plastico, in scala 1:40, realizzato con particolare minuzia di particolari dai discenti sotto la supervisione del sig. Giovanni Ielo, ha ricostruito esattamente la situazione del tragico evento, fermando così il tempo in quel drammatico istante.

Il cortometraggio, ancor di più, impreziosito oltremodo dal testo, malinconico ed autentico, della figlia dell’operaio deceduto, ha raccontato la vicenda ai presenti che, come detto, non sono riusciti a trattenere la commozione, interrompendo la visione dello stesso con un applauso spontaneo e sincero che ha riempito gli occhi di tutti.

Grande soddisfazione, dunque, per gli allievi Francesca Pagliaro, Stefania Ielo, Paola Tuscano, Antonio Vazzana, entusiasti di aver portato a casa un riconoscimento nazionale che conferma il loro serio impegno creativo relativo all’importante tematica, tremendamente attuale, degli infortuni sul lavoro.

Analoga soddisfazione anche per il Prof. Turano Salvatore Davide (ideazione e supervisione elaborati), che ha curato e coordinato le attività dei ragazzi nella preparazione al concorso e che, a distanza di un anno, ottiene lo stesso prestigioso riconoscimento, in precedenza conseguito con gli allievi dell’Alberghiero di Villa San Giovanni (RC).

Durante la cerimonia sono intervenute diverse individualità, legate al mondo della sicurezza sui posti di lavoro:

il presidente ANMIL Franco Bettoni, il direttore della rivista OKAY! Roberto Alborghetti, il Rettore dell’Università “La Sapienza”, Eugenio Gaudio, il Sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon; il presidente CIV (Consiglio di Indirizzo e Vigilanza) INAIL Giovanni Luciano, il presidente INAIL Massimo De Felice, il Direttore Generale INAIL Giuseppe Lucibello, il Segretario Generale AssoSistema Matteo Nevi, il comunicatore d'impresa, docente alla Sapienza di Roma e curatore d'eventi, Marco Stancati; il Direttore Marketing Siggi Group Roberta Marta, il Direttore Generale di Zenick Luca Masciola, la Dirigente Liceo Classico “Giulio Cesare” di Roma Paola Senesi e la cantautrice Mariella Nava.

I lavori sono stati coordinati dalla giornalista Luce Tommasi e dal presentatore Marco Martinelli, mentre Michele Russo è intervenuto come facilitatore grafico dell’evento. È stato invitato il Ministro dell’Istruzione dell'Università e della Ricerca, Marco Bussetti.

“La nostra Associazione da circa 20 anni è presente nelle scuole di tutto il paese dove portiamo la testimonianza di chi ha provato sulla propria pelle i danni della mancata prevenzione – dichiara il Presidente dell’ANMIL Franco Bettoni – ed è per questo che crediamo fondamentale sensibilizzare i giovani affinché non capiti anche a loro. Il fenomeno degli infortuni ci vede carenti nel rispetto delle norme in eguale misura e solo convincendoci che la sicurezza dipende da noi, possiamo salvaguardare la nostra salute, indipendentemente dal lavoro che svolgiamo”.