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L’icona del teatro partenopeo delizia il pubblico del ‘Cilea’. Peppe Barra: “La cultura è l’unica arma per rinascere”


di Vincenzo Comi – Il teatro ‘F.Cilea’ ha riaperto ufficialmente le sue porte con un prestigioso ed elegante ‘Concerto di Natale’.
Domenica sera sul palco del ‘Cilea’ è andato in scena ‘Natalizia’, uno spettacolo dedicato interamente alla beneficienza, organizzato dalla fondazione Giuseppe Marino e dall’associazione Centaurea Onlus con il supporto di Calabria Etica per il progetto di Segregazione Sociale Urbana, patrocinato dal Comune di Reggio Calabria con la direzione artistica di Gianluca Putortì.
Sul palco un’artista che, per tutti gli amanti di teatro, non ha bisogno di presentazioni, il maestro Peppe Barra.
Accompagnato da Teresa Del Vecchio, Patrizio Trampetti e Maria Antonietta Di Marco, il ‘Borghese Gentiluomo’ ha deliziato il pubblico reggino con uno spettacolo che trae spunto dalla tradizionale ‘Cantata dei Pastori’ scritta alla fine del ‘600 dal Perrucci.
Una rilettura dell’opera originale per rinnovare le tradizioni legate al Natale attraverso l’estro dissacratorio del maestro Barra. Attingendo ai temi della tradizione orale ha interpretato canti e testi del ‘600 e del ‘700 in chiave contemporanea, dando vita ai personaggi principali del presepe napoletano.
Musiche, canti e racconti per rappresentare sulla scena l’incanto del verbo umanato, il trionfo del bene sul male con la nascita del redentore.
“Mi sono molto divertito questa sera e spero si sia divertito anche il pubblico – ha spiegato il maestro Barra al termine dello spettacolo – Il ‘Cilea’ è un teatro acustico importante ed elegantissimo. Finalmente una bellissima serata all’insegna della cultura e del buon gusto.”
Barra ripercorre brevemente la sua carriera in giro per il mondo. Tanti i maestri che ha incrociato lungo il percorso artistico. Peppe Barra, figlio d’arte, non si però mai lasciato influenzare dai talenti che lo hanno accompagnato sul palco.
“Non ho preso mai a modello nessun personaggio del mondo del teatro – continua Peppe Barra – Sono molto legato a Eduardo De Filippo perché era molto amico di mia madre e quindi sono legato a lui come uomo. E’ stato lui in fondo che ha voluto il successo della nuova compagnia di canto popolare e che ci ha guidati al festival dei due mondi. Il mio modello spirituale di attore e di artista invece è stato il grande Totò anche se non l’ho conosciuto. Mia madre ha avuto la fortuna di lavorare con lui. Come figlio d’arte tutto il bagaglio che ho recepito durante la mia vita voglio regalarlo ai giovani.
A marzo ho avuto l’onore di ricevere la laurea honoris causa in letteratura e riscrittura dei testi antichi. Ai miei studenti dico sempre che per fugare questo mondo brutto che stiamo vivendo con angoscia ed amarezza bisogna impugnare l’unica arma che abbiamo a disposizione ovvero l’arma della cultura. La cultura – ha concluso Barra – determina una società e se non c’è cultura non c’è umanità.”

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