Una “Linea guida” per riproporre l’autentica immagine della Calabria

Una proposta per recuperare l'immagine positiva della Calabria

Riceviamo e pubblichiamo una proposta dallo scrittore calabrese Giovanni Suraci per promuovere un'immagine positiva della Calabria.

La levata di scudi di tanti esponenti politici calabresi e non, contro le affermazioni di Corrado Augias, che ha definito la Calabria “…perduta e irrecuperabile…”, al di là delle posizioni partitiche/politiche, a mio avviso, dovrebbe aprire un franco e sereno dibattito locale e nazionale, per approfondire le ragioni che accompagnano le riflessioni di molte personalità, anche di spicco, ad emettere giudizi sferzanti nei confronti della nostra terra. C’è un saggio detto calabrese che dice: “di toi diri ‘ndi voi, ma sintiri non di voi”. Giusto !!! Le valutazioni, spesso superficiali, espresse da più parti, sulla Calabria ci indignano, ma la migliore risposta dovrebbero essere i comportamenti e le valutazioni serene sui fatti. Ormai da tempo ricorre una reazione eccessivamente vittimistica sulle analisi storiche che hanno determinato la situazione in cui oggi si trova la società calabrese, ma non ci possiamo fermare solo ai pretesti per studiare i fenomeni di disfacimento della nostra regione.

Il "Sistema Calabria"

La revisione, ad es., del Risorgimento e della sua narrazione storica, può e deve aprire delle interessanti considerazioni, che però non possono creare alibi sulle nostre attuali e perduranti responsabilità individuali e collettive. Non si può fare sempre il processo agli altri e sottrarsi a farlo a sé stessi per i propri comportamenti. Riascoltando attentamente le considerazioni di Corrado Augias, si può constatare che fondamentalmente non era espresso un giudizio sui calabresi, ma sul “Sistema Calabria”. Ne vogliamo parlare oppure ci trinceriamo nello scegliere la strada più facile che mette a posto le nostre coscienze dicendo, come spesso accade, che gli altri sono ignoranti e infarciti di pregiudizi?  Evitando, per tenere alto il livello delle valutazioni, di fare l’elenco di responsabilità divisorie tra Nord/Sud, dovremmo oggi scegliere se continuare a “giocare” sulle difensive, reagendo più o meno correttamente alle offese, spesso gratuite e superficiali, oppure “donare” delle risposte basate su una progettualità culturale, economica e sociale sul futuro della Calabria. Una visione che dovrebbe vedere uniti la maggior parte dei calabresi per confrontarsi, con onestà intellettuale, sui temi che dovrebbero rappresentare le priorità per uscire fuori da una stagnazione che ci vede perdenti e con un’immagine negativa, ormai stereotipata. I fatti di cronaca, del recente passato e del presente non ci aiutano, anzi tutt’altro! Basterebbe fare l’infinito inventario di tutti i danni causati da un pezzo rilevante della classe dirigente calabrese, senza nessuna esclusione di parte, per capire la portata del devastante risultato.

Come rialzare l’immagine della Calabria?

Ecco perché bisogna voltare pagina, bisogna partire, a mio avviso, dal sistema scolastico calabrese, facendo rete con i tanti docenti e dirigenti scolastici di ogni ordine e grado, il variegato mondo della cultura, le associazioni che li rappresentano e gli operatori dell’informazione, alfine di redigere delle linee guida per il recupero e la rinascita dell’immagine della nostra Calabria. Le linee guida potrebbero nascere dopo un dibattito aperto, non ideologico e apartitico, organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Calabria. Un incontro qualificato che dovrebbe avere come invitati i rappresentanti della scuola e della cultura calabrese alla presenza, e perché no, anche dei tanti detrattori della nostra terra, con tema: Come rialzare l’immagine della Calabria?

La Calabria è tutt'altro che "perduta e irrecuperabile"

Un impegno unitario, con la redazione di un documento da diffondere nelle scuole di ogni ordine e grado, per contribuire alla costruzione di un pensiero virtuoso e possibilmente aggregante, alfine di far emergere l’enorme parte sana della popolazione della nostra regione, che è certamente altra cosa rispetto un discutibile “Sistema” ormai, purtroppo, radicato che ha contribuito a creare un clima di depressione e disillusione generalizzata nella popolazione calabrese. Un colpo di reni e uno scatto di dignità dei calabresi sarebbe necessario, anzi indispensabile, per restituire alla nostra terra un ruolo, oggi mortificato e calpestato da giudizi e pregiudizi più o meno superficiali. Sicuramente il messaggio critico di una Calabria “perduta e irrecuperabile” è da biasimare, specialmente se lanciato da chi si trincera dietro una posizione aulica ed elitaria, ma bisogna lasciare sempre uno spiraglio aperto alla speranza, altrimenti il messaggio è fine a sé stesso. La risposta, quella vera, dovrebbe essere posta nei fatti che la Calabria sarà in grado di offrire e non nelle già sentite e sterili prese di posizione di tanti mercanti di parole che spesso, ipocritamente, si elevano a difesa della nostra dignità.