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Lui malato di tumore, la moglie prigioniera della SLA: la denuncia di un dolore ignorato dalle istituzioni

Il dramma di Sergio, malato di tumore: ‘Mia moglie con la SLA lasciata senza assistenza. Tra tumore e SLA, il dolore di una famiglia di Taurianova: ‘Assistenza negata, dignità calpestata'

donna malata sla

Riceviamo e pubblichiamo la dolorosa lettera di Sergio Carrozza, cittadino di Taurianova, in provincia di Reggio Calabria. Da anni combatte contro un tumore che ha colpito pancreas e fegato. Accanto a lui c’è la moglie Sabina, affetta da SLA e bisognosa di assistenza continua.

Carrozza racconta una vicenda familiare segnata dalla malattia, ma soprattutto da quelle che definisce “ritardi, omissioni e silenzi” da parte delle istituzioni sanitarie.

“Ogni giorno è una sfida contro il dolore e, peggio ancora, contro l’incertezza. Ma il dramma che vivo non riguarda soltanto me: è anche quello di un marito costretto ad assistere, impotente, alla lenta e crudele prigionia della donna che ama”.

Secondo quanto denunciato dal lettore, l’Asp di Reggio Calabria non avrebbe attivato il PAI, il Piano Assistenziale Individualizzato, nonostante i solleciti provenienti dalla Regione Calabria.

“Si tratta di una grave inadempienza, che ha lasciato la nostra famiglia in una condizione di ulteriore ed estrema fragilità”.

Carrozza denuncia anche l’interruzione delle cure palliative garantite attraverso la figura dell’OSS. Una decisione che, secondo il suo racconto, sarebbe arrivata proprio nel momento più difficile: quando lui era costretto a lasciare casa per sottoporsi a cure oncologiche nel Nord Italia.

“In quei giorni drammatici, mentre combattevo per la mia stessa sopravvivenza, mia moglie è stata privata di un essenziale sostegno”.

Nella lettera, però, Carrozza distingue il comportamento dell’amministrazione comunale di Taurianova, che avrebbe incrementato invece le ore di assistenza domiciliare durante la sua assenza.

“Un gesto che dimostra come, quando esiste la volontà, sia possibile intervenire per alleviare, almeno in parte, il peso di situazioni così estreme”.

Il lettore solleva poi il tema del sostegno economico ai malati di SLA e alle famiglie. Chiede perché la Regione Calabria non abbia istituito un fondo specifico e perché, a suo dire, ci siano ancora ritardi nell’erogazione del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza.

Particolarmente delicato anche il passaggio sulla compartecipazione economica ai servizi assistenziali. Carrozza racconta che, applicando alcune tabelle regionali basate sull’Isee, il Comune avrebbe inizialmente calcolato per la moglie una quota di 1.300 euro al mese per otto ore giornaliere di assistenza.

“Pretendere un simile sacrificio economico da famiglie già devastate dalla malattia significa trasformare un diritto fondamentale in un privilegio riservato solo a chi può permetterselo”.

Secondo il lettore, quella impostazione non avrebbe poi avuto seguito perché il Comune di Taurianova avrebbe deciso di farsi carico dell’onere economico. Resta, però, la critica a un sistema che, scrive Carrozza, rischia di lasciare sole le persone più fragili.

Nella parte finale della lettera, il cittadino rivolge accuse pesanti anche alla politica regionale e al presidente Roberto Occhiuto, contestando quelle che ritiene priorità lontane dai bisogni sanitari reali dei calabresi.

Carrozza richiama infine anche il tema del fine vita, legandolo alla condizione di chi vive patologie irreversibili e prive di adeguato sostegno.

“La mia non è soltanto una denuncia personale. È l’urlo di innumerevoli famiglie, spesso invisibili, che ogni giorno affrontano malattie gravissime e che troppo frequentemente vengono lasciate sole proprio da chi avrebbe il dovere di sostenerle”.

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