Manuela Arcuri madrina di CineIncontriamoci: 'Ho la Calabria nel cuore, è una Regione stupenda'

"Sono felicissima di poter sostenere e valorizzare questa terra. Sono mezzosangue calabrese" le parole dell'attrice, ospite d'onore del festival cinematografico

"Guardare la bellezza della natura è un primo passo per sentirla più vicino".

Sono le parole che Manuela Arcuri ha dedicato alla Calabria in un reel pubblicato sul suo profilo Instagram. Non è un caso se la famosa attrice si trova al momento in terra nostrana. Per il 2022, infatti, Arcuri è stata scelta come ospite d'onore, e dunque madrina, della XII edizione del festival cinematografico CineIncontriamoci nella città di Acri.

Manuela Arcuri in Calabria madrina del festival CineIncontriamoci

Manuela Arcuri Cineincontriamoci

Una presenza, quella dell'attrice italiana, fortemente voluta dal promoter dell'evento, Mattia Scaramuzzo che è riuscito a strappare un sonoro "si" a Manuela Arcuri che, già nelle scorse settimane, si era detta più che contenta di tornare in Calabria.

"Sono felicissima di poter sostenere e valorizzare la Calabria perché sono mezzosangue calabrese, mio padre  è di Crotone, quindi sento in particolar modo questo evento che mi riporta ai ricordi di un mare cristallino e ad una terra tutta da scoprire, con un potenziale impressionante, anche dal punto di vista cinematografico che mi piacerebbe, altresì valorizzare favorendo l’atterraggio di produzioni cinematografiche italiane e internazionali attraverso la Film Commission della Calabria".

Il tema portante di questa edizione del festival, che ha preso avvio nella serata di ieri sabato 27 agosto, sarà la Pace contro la guerra in Ucraina ma anche per tutte le guerre che esistono nel mondo.

"È stato un anno orribile – prosegue l’attrice – non credevo possibile che potessero esserci delle guerre nel 2022 e se un piccolo gesto può contribuire a sensibilizzare le persone sul tema della Pace ben venga".

L’obiettivo principale del festival è quello di promuovere la migliore cultura cinematografica italiana in Calabria, aggregando laddove prevale la dispersione delle migliori risorse, ricamando un fil rouge con quello stereotipo di terra dimenticata dai grandi circuiti produttivi, e al contempo celebrare la “Calabria d’autore” attraverso tematiche sociali e civili come modelli da seguire, in ogni ambito: dalla cultura, alla giustizia, al giornalismo d’inchiesta, all’ imprenditoria, e contro il predominio della povertà intellettuale, delle ingiustizie sociali e della latente ma onnipresente criminalità organizzata.