Martino: ‘La Reggina non è il Bisceglie, si deve lottare per la B’


Il Lungomare Italo Falcomatà protagonista dell’Estate Reggina 2018. Il Comune di Reggio Calabria, la Città Metropolitana di Reggio Calabria e Radio Touring 104, dal 16 al 21 luglio, hanno offerto a cittadini e turisti una settimana ricca di musica, personaggi ed eventi, tutti da vivere sul chilometro più bello d’Italia.
Un Mini Villaggio Touring, colorato e curato nei minimi dettagli, con musica, informazione, interviste, giochi, sport, spettacolo e tanto divertimento con tanti personaggi ed artisti di straordinario livello.
L’ultima serata presso l’Arena dello Stretto,  ha visto come argomento principale lo sport. Tanti i protagonisti del dibattito e di diverse discipline. Strutture e margini di crescita di quello che negli anni passati era stato punto di riferimento prezioso per la città con il raggiungimento di risultati incredibili. Tra gli ospiti l’ex direttore generale della Reggina Gabriele Martino:
“In quel lontano 1986 un gruppo di amici seri e competenti, ha rilevato la società dopo il fallimento. Io ne ero semplicemente un tecnico nella parte iniziale dell’avventura, per diventarne poi il direttore sportivo. Programmazione, lavoro, tanto lavoro, competenze, hanno fatto si che negli anni successivi si raggiungessero risultati straordinari.
La creazione di un centro sportivo che l’Italia intera ci ha sempre invidiato e da lì la formazione di tantissimi calciatori alcuni dei quali diventati veri campionai, come Simone Perrotta che ha vinto il Campionato del Mondo nel 2006.
La Reggina era diventata internazionale. In Giappone, in America si riceveva l’affetto dei tanti reggini in giro per il mondo e la simpatia di tutti gli altri. Mostravi il documento di identità negli aeroporti o in albergo e la prima cosa che ti veniva detta era: Reggina? Bellissimo ed emozionante.
Oggi come allora la città vive un momento di enorme difficoltà. In quegli anni, però, lo sport riuscì a diventare determinante per una crescita globale, dal punto di vista economico, della popolarità, del coinvolgimento.
Questo adesso non succede più, c’è scarsa aggregazione, poca capacità reattiva, mancanza di competenze, probabilmente rispetto a quel periodo mancano pure le figure giuste che riescano a mettere insieme tutto questo, ma non bisogna arrendersi, l’invito a non mollare lo rivolgo soprattutto ai giovani.
Parlando di calcio e con il massimo rispetto per queste squadre, la Reggina non è l’Arzachena o il Bisceglie. Deve lavorare e pensare come una società di livello superiore e soprattutto lottare per conquistare categorie più importanti della serie C”.

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