Maurizio Mauro a CityNow: “Vicenda giudiziaria durata 14 anni, 6 mesi e 5 giorni. Vi spiego tutto…”

"Ho ricevuto attestazioni d'affetto da molti colleghi e amici. Reggio Calabria si è dimostrata sempre molto vicina in tutti questi anni". Le parole di Maurizio Mauro


Innocenti. Antonio e Maurizio Mauro non sono usurai.

Lo ha ribadito, nel pomeriggio di ieri, la Corte d’Appello di Reggio Calabria dopo 14 anni di calvario.

“Quattordici anni, sei mesi e cinque giorni”. Puntualizza subito Maurizio Mauro ai nostri microfoni.

Assolti dal reato infamante di usura e riconosciuta la prescrizione per l’esercizio abusivo del credito in merito a fatti che risalgono al 2005. Questo in sintesi, il verdetto di ieri.

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Dovrebbe essere una giornata felice per Maurizio Mauro che ha contato ogni singolo giorno dell’incubo giudiziario durato 14 lunghi anni. In realtà è una giornata felice a metà.

“Non so ancora se essere felice perchè è finito un incubo o arrabbiato perchè quest’incubo non aveva alcun motivo di iniziare e per aver buttato tantissimo tempo della mia vita”.

Maurizio Mauro ci spiega come tutto poteva essere arrestato sin dal nascere.

“Il processo, forse, non sarebbe mai dovuto iniziare. Se si fossero lette bene le carte da subito, tutto questo non sarebbe successo. Ricordo la prima consulenza contabile fatta da cui tutto ebbe inizio. Era carente nei fatti e non aveva alcun tipo di valore. Quella consulenza portò poi alle misure cautelari. Chi di dovere avrebbe dovuto rendersi già conto delle carte. La richiesta delle misure cautelari risale all’ottobre del 2003 ed è stata applicata nel gennaio del 2005. Questo dimostra che c’erano davvero tanti dubbi all’epoca…”

L’avv. Fabio Schembri, che ha assistito i due noti imprenditori reggini, ha chiesto subito il rito immediato per giungere all’immediatezza del giudizio.

“L’immediatezza della giustizia italiana è arrivata dopo 14 anni. Sono state cambiate tre corti e abbiamo rinunciato a rinnovare il giudizio. Volevamo avere subito un riscontro perchè eravamo sicuri della nostra posizione”.

Uno tsunami durato 14 anni per Maurizio e per il padre Antonio, imprenditori apprezzati dalla gente di Reggio che conosce bene la famiglia Mauro.

“Ho ricevuto attestazioni d’affetto da molti colleghi e amici. Reggio Calabria si è dimostrata sempre molto vicina in tutti questi anni. La città mi ha sempre dato il giusto stimolo per continuare a lottare. Ricordo quando nel 2005 al rientro da un viaggio fui condotto a seguito delle misure cautelari in casa, i tanti amici sotto casa per dimostrarmi il loro affetto”.

Oggi Antonio e Maurizio Mauro dimostrano ancora una volta la propria innocenza. Qualcuno si domanda chi e se mai qualcuno adesso pagherà per la cattiva nomea e il danno d’immagine causato ai due imprenditori. Senza pensare a quanto altro tempo eventualmente passerà prima di un giusto riconoscimento.

Quello che conta, a nostro avviso, è la stima ed il riconoscimento della gente che ha sempre reputato la famiglia Mauro come gran lavoratori, gente onesta e pulita.

Innocenti. Questa è l’unica parola che ad oggi conta. Antonio e Maurizio Mauro sono persone perbene.

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