A Locri tutto pronto per ‘MitiCu! 2026’, il Festival del Mito e della cultura greca: il programma
In piazza Nassiriya dal 3 al 7 settembre la terza edizione di MitiCu esplora il tema “Mare, Pontos. Rotte del mito” con spettacoli, incontri e laboratori
31 Agosto 2026 - 17:17 | Comunicato Stampa

Il mare come elemento naturale, ma anche come spazio mitico, politico, religioso e filosofico è il grande protagonista della terza edizione di “MitiCu”, il Festival del Mito e della cultura greca, che va in scena dal 3 al 7 settembre 2026, a partire dalle ore 18.00, in Piazza Nassiriya, a Locri, realizzato dal Gal Terre Locridee, con il patrocinio del Comune di Locri, e curato da un comitato scientifico di alto profilo.
MitiCu 2026 a Locri: il mare come rotta tra mito, cultura e contemporaneità
“Mare, Pontos. Rotte del mito”, la suggestiva traccia che fa da filo conduttore all’evento. Il mare è quello di Odisseo e degli Argonauti, degli dèi e dei naufragi, delle tempeste e degli approdi; ma è anche il Mediterraneo contemporaneo, segnato da migrazioni, crisi climatiche, conflitti e nuove forme di responsabilità collettiva. In greco, pontos è l’alto mare, il mare aperto di Omero – “il mare color del vino” – ed è anche una divinità primordiale in Esiodo, forza salata e originaria che nutre dèi e uomini. Pontos è inoltre il Mar Nero dei miti di Medea e degli Argonauti, regione di frontiera, di scambi e di attraversamenti: una parola antica che custodisce in sé l’idea stessa del ponte, del passaggio, della rotta. MitiCu! 2026 si propone di attraversare, insieme, il mare: mare aperto, mare di confine, mare che unisce.

Classici, studenti e territorio aprono il Festival del Mito e della cultura greca
Il festival si apre con un gesto corale che è già in sé una mappa dei temi a venire: Filippomaria Pontani e Silvia Bigai, per Classici Contro, insieme a studenti e studentesse del Polo Liceale di Locri, intrecciano voci antiche e moderne – da Alvaro a Seferis, da Omero a Pasolini, da Eschilo a Seneca– con un racconto che va dal lessico del marealla xenía, la cultura dell’ospitalità nel mondo antico, passando per Odisseo e Medea, le due ‘rotte’ che il festival seguirà nei giorni successivi. Il filo di Odisseoprosegue con Maddalena Giovannelli, che ci parlerà delle moderne Odissee sulla scena, e con una lettura di passi scelti del poema omerico, introdotti e commentati da Filippomaria Pontani, che ne restituisce il respiro di racconto orale.
A intrecciarsi con questo filo, la voce del territorio: un readingdei versi di Salvino Nucera, in greko di Calabriaa cura dell’Associazione ellenofona ‘Jalò tu Vua’, a testimonianza del legame vivo tra la Calabria e la cultura greca.
Medea ritorna in una duplice veste: quella storico-iconografica, con Gianfranco Adornato e Maurizio Paoletti che ne ricostruiscono il mito attraverso le immagini della tradizione greco-romana, e quella teatrale, nelle Argonautichedi Apollonio Rodio messe in scena dai Sacchi di Sabbia, con la regia di Giovanni Guerrieri e l’interpretazione di Silvio Castiglioni, in dialogo con Francesco Morosi e Cristina Pace. Il mare sarà indagato anche nella sua dimensione sacra e rituale: storici e storiche delle religioni – Antonella Bellantuono, Carmelo Nicolò Benvenuto, Francesco Massa e Arianna Rotondo – esploreranno il Mediterraneo antico attraverso culti, divinità e pratiche religiose legate al mare e alle sue frontiere.
Teatro, musica e performance per raccontare le rotte del mare
Ampio spazio sarà dato alle arti performative: dopo Le Argonautiche dei Sacchi di Sabbia, Achille Fulfaro, con il suo nostos in musica verso la sua Itaca; il collettivo TRA.tTe, con un laboratorio teatrale, pomeridiano, aperto a un pubblico di tutte le età e con lo spettacolo Pangea – Quando arriva il mare, che intreccia la memoria, privata e collettiva, ai miti del mare nella forma ibrida di monologo e concerto.
L’approdo è al nostro presente più urgente: il Mediterraneo non solo come scenario del mito, ma come realtà concreta segnata da trasformazioni climatiche, sfruttamento e conflitti. Gabriele Montalbano, Vincenzo Romania e Vittorio Zito racconteranno le migrazioni di oggida una prospettiva storica e sociologica, l’esperienza umana universale del cercare di vivere o sopravvivere altrove – tra spostamenti imposti e volontari – fino a toccare da vicino la realtà locale, in una riflessione sul nostro rapporto con l’alterità e l’accoglienza.
La proiezione del film documentario Cutro, 94…and more, introdotta dal regista Angelo Resta in dialogo con Carlo Fanelli, ci mostrerà un mare che continua a essere luogo di vita, di transito e, troppo spesso, di tragedia. Il festival si chiuderà con Il risveglio della cicala, nato dal progetto RISALAT: una corrispondenza epistolare tra la Palestina e l’Italia tra due donne che si riconoscono l’una nell’altra grazie a un ponte di lettere gettato sulle due sponde del Mediterraneo. È l’ultima rotta di MitiCu!: non più soltanto storie di eroi e dèi, ma di voci umane distanti che, attraverso il mare – un mare come pontos–, possono, se lo vogliono, riconoscersi.
MitiCu! riporta nel cuore della Magna Grecia un dialogo vivo con il mondo antico, facendo risuonare i miti greci – e non solo – sulle questioni urgenti del nostro presente, facendosi dunque voce del contemporaneo.
Il programma

3 settembre
18:00 Saluti istituzionali
18:30 Maredisperanza,maredipaura. DallaGreciaanticaad oggi
Filippomaria Pontani (Università Ca’ Foscari Venezia) e Silvia Bigai (Aletheia– Università Ca’ Foscari Venezia) Azioni, letture e musiche progettate da Classici Contro e da studenti e studentesse del Polo Liceale di Locri Introduce Giulia Fiore (Università di Strasburgo)
21:30 Intornoalle Argonautiche
Francesco Morosi (Università di Udine) e Cristina Pace (Università di Roma Tor Vergata)
LeArgonautiche, I Sacchi di Sabbia (con Silvio Castiglioni)
Dopo lo spettacolo, Francesco Morosi, Cristina Pace, il regista Giovanni Guerrieri e Silvio Castiglioni dialogheranno con il pubblico
4 settembre
18:30 Odisseesullascena:viaggioeritorno, Maddalena Giovannelli (Università della Svizzera Italiana) Modera Isacco Bianchini (Università di Barcellona)
19:15 Isole,mare,oceano:capirel’Odissea, lettura pubblica da Omero, introduce e commenta Filippomaria Pontani (Università Ca’ Foscari Venezia)
21:30 Tokrumatonlogo,ilsuonodelleparole, letture in greko di Calabria a cura dell’associazione ellenofona ‘Ismìa greka Jalò tu Vua’
5 settembre
18:30 UmanitàedivinitàdelMediterraneoantico
Antonella Bellantuono (Università Cattolica di Lovanio), Carmelo Nicolò Benvenuto (Università della Basilicata), Francesco Massa (Università di Torino), Arianna Rotondo (Università di Catania)
Modera Laura Bigoni (Università di Friburgo)
21:30 Nelladistensionedeltempo.Parole,musicaegestiteatrali, di e con Achille Fulfaro
6 settembre
17:30 Lenostrerotte.Laboratorioteatraledistorieememorie, a cura del collettivo TRA.tTe
19:00 Eroi,dèieunamagasulleondedelMediterraneo
Gianfranco Adornato (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Maurizio Paoletti (Università della Calabria) Modera Elena Trunfio (Direttrice del Museo e del Parco Archeologico di Locri)
21:30 Pangea–Quandoarrivailmare, di e con il collettivo TRA.tTe
7 settembre
18:00 Pontoscapovolto.IlMediterraneodaspaziodiincontroaconfineliquido
Gabriele Montalbano (Università di Messina), Vincenzo Romania (Università di Padova), Vittorio Zito (sindaco di Roccella)
Moderano Laura Bigoni (Università di Friburgo) e Giulia Fiore (Università di Strasburgo)
19:00 Proiezione del film documentario Cutro,94…and more
Prima della proiezione, il regista Angelo Resta dialoga con Carlo Fanelli (Università della Calabria)
21:30 Ilrisvegliodellacicala,di e con Margherita Monti e Sofia Novello Gergen, RISALAT con il supporto di Cantieri Meticci
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