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Il M.A.C. oltre i confini calabresi: Michelangelo Marino porta il suo modello in Friuli Venezia Giulia

L'esperienza presso l'AD Camp a Piancavallo conferma che il modello può essere applicato ovunque ci siano atltei, famiglie e società disposte a credere in un percorso più ampio

ad camp michelangelo marino piancavallo

Il M.A.C. nasce in Calabria, ma guarda sempre più lontano.

Il modello ideato da Michelangelo Marino, pedagogista, mental coach, motivatore ed esperto in Scienza della Felicità, ha infatti varcato i confini regionali approdando in Friuli Venezia Giulia, all’interno dell’AD Camp rivolto a giovani atleti del mondo del calcio.

Un passaggio reso possibile anche grazie all’accoglienza ed alla forte volontà degli organizzatori Dario Bianco e Alberto Romano, che hanno scelto di dedicare spazio e attenzione agli appuntamenti formativi legati al M.A.C., riconoscendone il valore educativo e motivazionale per i ragazzi.

Errore, coraggio e responsabilità: il viaggio della crescita

ad camp michelangelo marino piancavallo

A Piancavallo, località legata al mondo dello sport e scelta negli anni anche come sede di ritiri e preparazioni atletiche di società professionistiche, Marino ha incontrato circa 60 giovani atleti, dai 10 ai 14 anni (circa),  portando sul campo e in aula i tre pilastri del metodo: motivazione, approccio positivo e comunicazione efficace ed empatica.

Durante gli incontri, Michelangelo Marino ha lavorato con i giovani atleti su un messaggio semplice ma decisivo: ogni obiettivo è il risultato di un viaggio fatto di allenamenti, sacrifici, errori, scelte e ripartenze. Nel calcio, soprattutto tra i più giovani, sbagliare un passaggio, perdere una partita o non riuscire subito in un gesto tecnico può diventare un peso. Il M.A.C. invita invece a leggere l’errore come occasione di crescita e la sconfitta come un passaggio formativo.

Una metodologia che si fonda su studi di neuroscienze, biologia, psicologia, pedagogia e scienza della felicità, ma che mantiene un linguaggio semplice e concreto, ed è proprio questo uno dei suoi punti di forza.

Uno dei passaggi più significativi degli incontri è stato dedicato alla formula PMS, coniata da Michelangelo Marino all’interno del modello M.A.C.: Poco Ma Sempre. Un concetto molto vicino alla vita sportiva dei ragazzi, perché ogni crescita vera nasce dalla ripetizione, dall’impegno costante e dalla cura dei dettagli.

Non solo aula: il M.A.C. vissuto anche sul campo

ad camp michelangelo marino piancavallo

Gli incontri non si sono limitati alla parte teorica. Il percorso si è sviluppato sia in aula sia sul campo, con esercitazioni pratiche .Questo ha permesso ai ragazzi di partecipare in modo attivo, non solo ascoltando, ma sperimentando in prima persona.

Alla presenza di istruttori ed allenatori – che vanno ringraziati per la fiducia e la cooperazione -, le attività sono diventate un’occasione di confronto anche per gli adulti. Perché il M.A.C. non parla solo agli atleti, ma a tutto l’ambiente che ruota intorno alla loro crescita.

L’esperienza di Piancavallo ha confermato anche l’importanza di A.D. Camp, una realtà che da quattro anni offre ai giovani atleti un contesto sportivo curato, formativo e stimolante. Gli organizzatori Dario Bianco e Alberto Romano hanno creato le condizioni migliori per accogliere il M.A.C. ed inserirlo non solo all’interno del loro programma, ma addirittura dedicando , durante le premiazioni ed i saluti, un momento anche ai genitori dei giovani atleti, senza tralasciare nessuna delle parti coinvolte nel processo di crescita dei giovani atleti.

La loro scelta dimostra attenzione non solo alla preparazione tecnica dei ragazzi, ma anche alla loro crescita personale. Equando una realtà sportiva sceglie di investire anche sulla parte mentale, il messaggio ai ragazzi diventa più completo: non conta solo come giochi, conta anche come cresci.

“Presso l’AD CAMP – ha detto Marino – abbiamo trovato una realtà che condivide la nostra visione: formare giovani capaci di affrontare le sfide con motivazione, un approccio positivo e funzionale e una comunicazione empatica. Questi sono i tre pilastri del M.A.C., un modello che insegna a trasformare gli ostacoli in opportunità, a valorizzare il gruppo senza perdere la propria identità e a sviluppare competenze che restano per tutta la vita. Il nostro obiettivo è costruire una cultura educativa che possa essere replicata ovunque, dimostrando che lo sport può diventare uno straordinario laboratorio di crescita personale e sociale”.

Una metodologia che non ha confini

L’esperienza in Friuli Venezia Giulia conferma un passaggio importante: il M.A.C. non è legato a un solo territorio. Nasce in Calabria, ma può essere applicato ovunque ci siano giovani atleti, tecnici, famiglie e società sportive disposte a credere in un percorso più ampio.

Il lavoro svolto a Piancavallo ha mostrato con chiarezza che lo sport può diventare un laboratorio educativo. Il M.A.C. non sostituisce l’allenamento tecnico, lo completa. Aggiunge strumenti mentali. Aiuta i ragazzi a leggere meglio ciò che vivono. Offre agli allenatori chiavi nuove per comunicare. Permette alle società sportive di alzare il livello della propria proposta formativa.

“Questo – ha concluso Marino – è il futuro che vogliamo costruire”.

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