Le ‘Mutazioni’ della Biennale dello Stretto, Battaglia: ‘Reggio porta del Mediterraneo’

La direzione della terza edizione è affidata ad Alfonso Femia, Annalisa Metta e Salima Naji, segnando un ulteriore passo nell’apertura verso visioni e competenze internazionali

B

La Biennale dello Stretto è un progetto culturale ideato dall’architetto Alfonso Femia e promosso dalla Fondazione Le città del futuro, con il sostegno di enti pubblici e privati. Nasce da un percorso di ricerca avviato nel 2018, “Mediterranei Invisibili”, che indaga le potenzialità dell’area mediterranea – paesaggi, culture, architetture, città – mettendo in relazione le tre rive africana, europea e medio-orientale. Un progetto che assume lo Stretto non come margine, ma come spazio centrale di attraversamento, relazione e costruzione di nuove visioni.

Leggi anche

Dopo la prima edizione del 2022 al Forte Batteria Siacci di Campo Calabro, e la seconda del 2024 che ha ampliato il progetto, la Biennale giunge alla sua terza edizione, in programma dal 18 settembre al 13 dicembre 2026, confermando e rafforzando la propria dimensione mediterranea.

Il programma e la direzione internazionale

La direzione della terza edizione è affidata ad Alfonso Femia, Annalisa Metta e Salima Naji, segnando un ulteriore passo nell’apertura verso visioni e competenze internazionali. Il programma si svilupperà in forma diffusa tra le due sponde dello Stretto, coinvolgendo luoghi simbolici come il Forte Batteria Siacci di Campo Calabro; il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e Villa Genoese Zerbi a Reggio Calabria; l’Università degli Studi di Messina e la Fondazione Horcynus Orca a Messina. Un sistema di sedi che riflette la natura stessa della Biennale: un progetto che attraversa territori, discipline e comunità.

Nel corso della conferenza stampa, tenutasi al MArRC, il sindaco ff Domenico Battaglia ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa all’interno di una visione necessaria e condivisa di città baricentrica del Mediterraneo:

“È un terzo appuntamento molto importante per Reggio Calabria e per tutta l’area dello Stretto perché unisce e racconta le trasformazioni che attraversano questo territorio. Siamo alla terza edizione di un evento di alto livello e, come Comune, abbiamo seguito la Biennale sin dal primo passo; anche da consigliere regionale, d’altronde, avevo lavorato alla costruzione di una legge che istituisce la conferenza interregionale per l’area dello Stretto.”

Una comunità unita dal mare

Sin dall’inizio, insieme alla professoressa Moraci, ad Alfonso Femia, a Mariangela Cama e a tutte le persone coinvolte, è stato costruito quello che il sindaco ff definisce un contenitore necessario: uno spazio che, dal punto di vista geografico e culturale, esisteva già ma che andava riconosciuto e valorizzato attraverso un appuntamento stabile, importante e periodico.

Battaglia ha dunque voluto sottolineare il fatto che la Biennale dello Stretto racconta un’idea di area integrata che è già reale nei fatti: perché rappresenta il naturale sviluppo della città di Reggio Calabria.

“Noi siamo, prima ancora che messinesi o reggini, cittadini dello Stretto ed è un valore aggiunto; perché siamo una comunità di circa 500 mila persone unite e non divise dal mare. Se allarghiamo lo sguardo, arriviamo a 1,2 milioni di abitanti considerando le due province: due città metropolitane periferiche nelle rispettive regioni ma baricentriche nel Mediterraneo. Noi siamo la porta del Mediterraneo e, anche grazie alla Biennale ci candidiamo a diventare un punto di riferimento per i Paesi del Nord Africa e dell’Europa, un luogo di confronto e di dibattito.”