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MArRC, il direttore Sudano lancia la sfida: ‘Ai Bronzi serve una nuova sala, capace di emozionare’

L'appello al Ministero del direttore del Museo Archeologico: "Abbiamo lavorato al progetto per una sala esperenziale, ma serve un finanziamento"

fabrizio sudano direttore marrc

Non basta custodire due capolavori unici al mondo. Bisogna anche metterli nelle condizioni di parlare ancora, e meglio, a chi entra nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. È da qui che parte una delle riflessioni più forti emerse a margine della conferenza stampa di presentazione del Piano strategico 2026-2028, ospitata sul terrazzo di Palazzo Piacentini.

A lanciare il messaggio è stato il direttore del MArRC, Fabrizio Sudano, che ha indicato senza esitazioni quella che considera la partita più delicata e importante per il futuro del museo: la Sala dei Bronzi di Riace.

“La sfida più grande è quella della sala bronzi”, ha detto Sudano parlando con la stampa locale.

Un’affermazione che accende i riflettori su uno degli spazi più simbolici del museo e, allo stesso tempo, su una vulnerabilità che oggi non viene più nascosta.

La sala, inaugurata nel 2013, secondo le parole del direttore “ha problemi di tutti i tipi” e ha bisogno di essere ripensata in modo profondo, a partire dagli impianti e dalle basi antisismiche.

Il punto, però, non è solo tecnico. Nelle parole del direttore c’è una visione più ampia, che guarda al modo in cui i Bronzi di Riace vengono vissuti dal pubblico.

L’idea è quella di una nuova Sala Bronzi “non solo immersiva, ma esperienzale”, capace cioè di lasciare qualcosa dentro chi la visita. Non una semplice tappa museale, ma un momento da ricordare.

Sudano lo ha spiegato con chiarezza:

“L’obiettivo è fare in modo che visitatori italiani e stranieri, adulti e bambini, possano andare via dal museo non soltanto con negli occhi la bellezza dei due guerrieri, ma con la sensazione di aver vissuto davvero un’esperienza. Un percorso pensato, preparato, costruito per coinvolgere. Una visita che resti impressa”.

In questa direzione si inseriscono gli elementi anticipati dal direttore: una nuova sala pre-filtro, una nuova illuminazione, nuove basi antisismiche. Un progetto sul quale, ha assicurato, il museo ha già lavorato e che adesso attende il passaggio decisivo: il finanziamento.

Da qui anche l’appello al Ministero, chiamato a sostenere uno degli interventi considerati più strategici per il MArRC, senza escludere un eventuale contributo da parte delle imprese del territorio, qualora volessero affiancare il percorso.

Per Sudano, infatti, il futuro della Sala Bronzi non riguarda solo l’organizzazione interna del museo, ma tocca l’identità stessa di Reggio Calabria e del suo principale presidio culturale.

Perché i Bronzi di Riace non sono soltanto due statue da osservare in silenzio. Sono il cuore di un racconto, il simbolo di una città, il volto più potente di un patrimonio che continua ad attrarre sguardi da ogni parte del mondo. E proprio per questo, oggi più che mai, il museo sente il bisogno di offrire loro uno spazio nuovo, all’altezza della loro forza e della meraviglia che ancora sanno generare.

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