Omicidio Africo, sono due i sospettati

Ci sarebbe una lite tra parenti alla base dell’agguato di lunedì mattina ad Africo in cui un ragazzo di 25 anni, Salvatore Pangallo, è morto. Il padre è gravemente ferito

Ci sarebbe una lite tra parenti alla base dell’agguato di lunedì mattina ad Africo in cui un ragazzo di 25 anni, Salvatore Pangallo, è morto e suo padre è rimasto gravemente ferito. Trasportato in ospedale, l’uomo non sarebbe in pericolo di vita. Dalle prime ricostruzioni, sembrerebbe che il killer – probabilmente uno solo ha aperto il fuoco – non abbia lasciato alla vittima nemmeno il tempo di capire cosa stesse succedendo. Il ragazzo è rimasto colpito da numerosi colpi di arma fuoco (in totale, ne sarebbero stati esplosi una decina) che hanno reso vano ogni tentativo di intervento.

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MATTINA DI SANGUE

Una lite familiare quindi sarebbe l’innesco che ha portato a scorrere altro sangue in un paese in passato già martoriato dalle guerre di ‘ndrangheta. Una lite che, come nelle devastanti storie di Saverio Strati, non avrebbe niente a che fare con il crimine organizzato e che, antica e incancrenita, o subitanea ed esplosiva, è deflagrata in una calda mattina di novembre, lasciando sul campo un morto e un ferito.

Un omicidio tremendo – la vittima era poco più che un ragazzo che non aveva mai avuto problemi con la giustizia – che adesso viene passata al setaccio dai carabinieri e dalla Procura di Locri che proprio in queste ore sarebbero sulle tracce di almeno un paio di persone che potrebbero essere in qualche modo legate all’omicidio. Da quanto emerge, sembrerebbe che le vittime siano state colpite all’interno di un’abitazione ai margini della provinciale 17 e che gli assalitori si siano allontanati dalla zona scappando a piedi per i campi appena fuori dall’abitato di Africo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il sostituto procuratore di Locri Michele Permunian che coordina le indagini.

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