Onda Orange: ‘Reggio e il mare, uno sguardo verso il futuro’
'Deve partire una vera e propria rivoluzione del rapporto tra Reggio e il suo mare in direzione del quale la Città deve intravedere il proprio futuro'
08 Gennaio 2026 - 16:04 | Comunicato Stampa

‘La geografia indica che Reggio Calabria è una città sul mare ma il capoluogo reggino è veramente una città di mare?
A giudicare dai culti non si direbbe. La venerata effige della santa patrona è collocata quasi tutto l’anno in collina. Grande venerazione è altresì rivolta verso la Madre di Polsi o Madonna della Montagna. Passando alla tradizione culinaria questa è prevalentemente aspromontana con qualche piccola eccezione.
Nella sua caratteristica contraddittorietà Reggio è una città sul mare ma che guarda verso l’interno e solo negli ultimi decenni sta ricucendo, a rilento, un rapporto verso lo Stretto.
Le motivazioni storiche sono molteplici. Il mare per secoli ha rappresentato una minaccia dalla quale difendersi dietro le mura cittadine e quando i bastioni hanno lasciato spazio ad altro ci ha pensato la ferrovia a dividere la città dal mare.
Con la costruzione del lungomare Falcomatà, Reggio ha riabbracciato in modo diretto il proprio litorale ma il feeling è ancora tutto da costruire.
Quasi nove mesi l’anno le tematiche della balneazione del litorale reggino e degli scarichi a mare vengono cancellate dal dibattito per essere poi trattate in modo ciclico e retorico nei mesi estivi.
La discussione non prefigura mai modalità chiare per lenire o risolvere questi problemi atavici. Proprio quel mare, oggetto delle annuali interdizioni alla balneazione, registra tuffetti a capodanno dei vertici dell’amministrazione comunale.
Un modo bizzarro di affrontare una delle leve più importanti per il futuro della città.
I numerosi scarichi a mare nel centro storico e nel nuovo parco lineare sud, impediscono a cittadini e turisti di godersi in modo salubre un tratto di costa che resta paesaggisticamente un luogo decisamente invidiabile.
Reggio oggi ha la necessità di proiettarsi nuovamente verso lo Stretto e verso il Mediterraneo e una chiave importantissima può essere rappresentata dal costruendo museo del mare, a patto che si riesca ad essere concreti e scientifici nel racconto che questa importantissima struttura dovrà fare, evitando di divenire l’ennesimo progetto rivoluzionario trasformato in scatola vuota.
I primi segnali su questo percorso non sono certo incoraggianti, data la stravagante idea di dedicare questo polo culturale all’illustre reggino Gianni Versace che certamente merita maggiore memoria a Reggio ma rimane tutto da spiegare il rapporto tra il grande stilista e il mare.
Il museo dovrà essere un luogo dinamico, in cui si dovrà raccontare non solo il passato ma anche il futuro di Reggio e la sua posizione geopolitica al centro del Mediterraneo. Un luogo nel quale realizzare una narrazione capace di raccontare Reggio ai reggini e ai turisti.
Un racconto capace di guardare avanti, perché le scelte che noi compiamo oggi ricadono sui nostri figli. Occorre dare un senso e una vocazione a questa struttura. Da qui deve partire una vera e propria rivoluzione del rapporto tra Reggio e il suo mare in direzione del quale la Città deve intravedere il proprio futuro’.
