Op. Ducale, i voti di Sambatello (e degli Araniti) a Giuseppe Neri

Come si muovono i voti a Sambatello, l'aiuto di Martina Giustra e le minacce a Coldiretti

Il controllo della ‘ndrangheta su territorio, voti e seggi, la politica che costruisce bacini elettorali grazie a scambi e accordi con personaggi legati a doppio filo con la mala reggina. Questo il quadro sconcertante che scaturirebbe dall’Operazione Ducale, l’indagine condotta dai Carabinieri del Ros di Reggio Calabria in merito a presunti brogli avvenuti nelle elezioni del 2020 e 2021 per il rinnovo del Consiglio comunale in riva allo Stretto e per il Consiglio regionale della Calabria.

Tra gli indagati, oltre al sindaco Giuseppe Falcomatà, il candidato per il Pd a Reggio Giuseppe Sera e il candidato alla Regione Giuseppe Neri di Fratelli d’Italia. A questi ultimi sarebbero andati i voti ‘pilotati’ dal sodale Daniel Barillà, genero del boss Domenico Araniti e riconosciuto rappresentante, secondo gli inquirenti, del sistema di controllo e di relazioni della cosca Araniti con il mondo della politica reggina.

I voti di Sambatello per Giuseppe Neri

Barillà infatti, come si evince dall’ordinanza dell’operazione Ducale,

“manteneva i rapporti con i rappresentanti delle istituzioni e della politica e raccoglieva voti in occasione delle consultazioni elettorali in favore dei candidati sostenuti dal sodalizio”.

E i voti di Sambatello facevano ‘gola’ al candidato di Fratelli d’Italia, Giuseppe Neri, già nell’occhio del ciclone nel 2019 per un articolo giornalistico che riferiva di contatti e legami tra l’esponente FdI e la cosca Araniti.

Nonostante i riflettori dei media puntati, il Neri considera il pacchetto di voti troppo importante e il patto con il Barillà irrinunciabile, come si comprende da alcune intercettazioni che testimoniano gli accordi siglati con un perentorio “..è già chiusa con Daniel”.:

L.D.: Senti, e poi siete andati a… a Sambatello..
G.N.: e… si, si, si con tutti gli amici di Daniel, tutto a posto…
L.D.: eh vedi questi sono importanti. Questi non votano più a Battaglia..
G.N.: certo…no, questi guarda te lo dico ad occhi chiusi, mille voti “cosi cadiru”, ma così tra Reggio e provincia. Ma proprio perché li conosco…“

Le minacce a Coldiretti RC

E per i Pm i ragazzi di Sambatello si sarebbero messi subito all’opera, come risulta dalla vicenda Coldiretti RC ricostruita nel procedimento “Eyphemos“. Le indagini avevano portato a conoscenza degli inquirinti delle minacce subite dal presidente di Coldiretti RC, Stefano Bivone, ‘reo’ di sostenere Domenico Creazzo (assolto nel processo Eyphemos), avversario del Neri.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti Antonino Creazzo discutendo con il Neri lo portava a conoscenza degli atteggiamenti minacciosi dei suoi sostenitori verso quelli del fratello Mimmo.

Antonino Creazzo: sono andati da un paesano tuo e da un paesano mio, uno di Catona e un altro di Sambatello..
Giuseppe Neri: ah, allora quello di Sambatello. che sta girando per voi…che va benissimo, è andato dai miei egli ha fatto la cosa vedi che è al contrario, chiaro Nino? Non facciamo cose che ci portano a litigare con tuo fratello, che ci siamo sempre voluti bene..

I toni della conversazione si alzano e i due interlocutori in una seconda conversazione ritornano sulla questione minacce:

Antonino Creazzo: ..di quello che ti dico, ti dico nome e cognome Peppe, cioè sono andati a Bagnara ad offendermi, i tuoi…
Giuseppe Neri: I miei!! Non so neanche chi mi vota a Bagnara per dirtelo a te..
Antonino Creazzo: addirittura uno dei tuoi è andato da un amico mio e gli ha detto “i voti li voglio segnati…”

La Sezione 88 di Sambatello

Secondo gli inquirenti Neri veniva eletto anche grazie allo straordinario risultato ottenuto nella Sezione 88 di Sambatello dove la cosca Araniti, attraverso il Barillà e il suo gruppo, aveva esercitato la sua maggiore influenza, rovesciando il risultato elettorale delle precedenti elezioni del 2014, proprio a vantaggio dell’altro candidato appoggiato, Domenico Battaglia.

Di seguito il confronto tra i risultati della Sezione 88 nelle due tornate elettorali:

Voti Sezione 88 Sambatello

Secondo l’ordinanza dei Ros, ancora prima del conteggio ufficiale dei voti ricevuti a Sambatello, il Barillà si affretta a rivendicare con Neri i propri meriti nella crescita esponenziale delle preferenze. Nel colloquio tra i due, avvenuto lo stesso giorno delle elezioni, il Barillà sosteneva che:

“Su Gallico… potrei scegliere se farmi baciare il culo da te da qui per altri cinque anni…tra San Giovanni, Sambatello e Diminniti duecento voti” giungendo infine ad affermare “io sono sicuro del mio lavoro’.

Ducale, i preziosi aiuti di Martina Giustra

Per i P.M. Daniel Barillà aveva dimostrato un forte interesse per la composizione del seggio della Sezione 88, adoperandosi in una ricerca frenetica per ottenere le tessere elettorali di chi era certo non sarebbe andato a votare.

E tra gli scrutatori secondo le indagini il Barillà avrebbe trovato la collaborazione della fedelissima Martina Giustra, che intercettata dagli inquirenti si era premurata di raccontare quelli che erano stati gli esiti della riunione che si era tenuta in occasione dell’insediamento del seggio della Sezione 88, della quale lei stessa faceva parte in qualità di scrutatrice. In particolare riferendo al Barillà circa l’assenza della presidente di seggio (e del marito segretario) durante la pausa concordata, momento perfetto per attuare il piano criminale.

Questa la trascrizione del vocale inviato dalla Giustra al Barillà:

“Sono a casa, abbiamo parlato per le pause praticamente… si contava le ore, tipo di quanto dobbiamo stare là. Ha detto che domani mattina ci dice tutto, che lei abita vicino a Catona e se ne può andare a casa”

Prosegue la Giustra:

“Quindi domani, appena dividiamo gli orari per le pause, ti mando il messaggio e… tu tieni il telefono sempre vicino. Tenetevi pronti che appena dice l’orario che se ne va’ io ti mando il messaggio e così ci organizziamo..”

Quanto sopra emerge dalla lettura dell’ordinanza di custodia cautelare; tutto quanto in essa contenuto dovrà essere accertato processualmente, presumendosi l’innocenza dei soggetti indagati o, comunque, coinvolti nell’inchiesta, sino al pronunciamento di una sentenza definitiva.