Ospedale di Reggio Calabria in emergenza, grave carenza di personale infermieristico

L'emergenza causa un aumento del rischio clinico, mettendo a repentaglio la sicurezza degli assistiti, soprattutto i bambini nati pre-termine

L’Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria soffre a causa di una grave carenza di personale infermieristico.

Il NurSind ha segnalato la forte criticità relative all’inadeguatezza dell’attuale dotazione organica delle due Unità Operative, “in contrasto con i più recenti studi scientifici inerenti i rischi dell’understaffing, in merito ai termini di adeguatezza organica in rapporto al fabbisogno assistenziale”.

“Inadeguatezze – dicono dal NurSind – che pongono oggettivamente in essere un aumento del Rischio Clinico e mettono a repentaglio la sicurezza degli assistiti (soprattutto i bambini nati pre-termine ed i grandi prematuri), ed espongo il personale operante nelle UOC a situazioni continue di rischio e di forte stress lavoro correlato”.

“Il personale Ostetrico e Medico, in essere presso l’U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia, – continuano – non risponde ai requisiti definiti nell’accordo Stato-Regione del 16.12.2010 per le strutture di II livello, tantomeno alla programmazione aziendale dell’attività triennale dei fabbisogni. Il personale operante presso l’U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia del Grande Ospedale Metropolitano Bianchi Melacrino Morelli di Reggio Calabria ed ancor di più presso l’area travaglio-parto si trova quotidianamente a lavorare in condizioni pessime, con costante esposizione a stress psico-fisico, con risvolto negativo anche in termini di rischio professionale, oltre a non riuscire a garantire un’assistenza adeguata e di qualità”.

“Inoltre, la UOC di Neonatologia/TIN, – affermano – che storicamente rappresenta un fiore all’occhiello della nostra Azienda, essendo l’unica Neonatologia di tutta la Provincia di Reggio Calabria e servendo un bacino d’utenza enorme che supera le 400.000 persone, si configura come un centro Hub e di II° livello”.

Il NurSind ricorda che: “le più recenti Linee Guida e le Normative di riferimento (vedi i vari accordi Regionali sul territorio nazionale), concordano nell’individuare un giusto rapporto infermiere/neonato di 1:2 per la Terapia Intensiva e l’isolamento e di 1:4 per la Terapia Intermedia”.

Attualmente, in conformità alle Linee Guida, i due ambiti assistenziali, dovrebbero contare su non meno di 8/9 Infermieri per ogni turno. Attualmente, invece, il personale Infermieristico turnante in TIN/Neonatologia vede di fatto la presenza di 4/5 infermieri per turno.

“Una inadeguatezza organica – fanno sapere dal NurSind – che appalesa l’assoluta ed evidente insufficienza del personale turnante assegnato al reparto, che pone in essere una condizione di elevatissimo rischio clinico, inficia la sicurezza delle cure ed espone gli operatori ad un super lavoro quotidiano, con tutti gli stress conseguenti. Ma le criticità non finiscono qui, la situazione degenera se si considera che gli Infermieri di Neonatologia vengono chiamati per assistere i bambini che nascono da parti con situazioni a “rischio” (presso le sale parto ubicate al 5°piano) e per i tanti cesarei (presso il Complesso Operatorio ubicato al piano terra)”.

Le situazioni a cui fanno riferimento di dirigenti del NurSind sono quelle in cui: “per assistere il nascituro si rende necessaria la presenza dell’Infermiere di Neonatologia, riguardano i parti a rischio, i parti “in contemporanea” tra le 2 sale parto ed i cesarei, eventi assistenziali che sommate insieme, rappresentano una quota significativa dei quasi 3000 parti che questa Azienda assolve annualmente”.

I dirigenti del NurSind di Reggio Calabria propongono ai vertici del GOM:

l’urgente adeguamento della dotazione organica, migliorando quella prevista nella delibera Aziendale n° 784/2018, della UOC di di Ostetricia/Ginecologia e Neonatologia/TIN/ secondo i dettami delle Linee Guida e degli Accordi Regionali in tema di sicurezza e qualità delle cure mediante procedure di assunzione di personale infermieristico, con particolare riferimento alla figura dell’Infermiere non solo generalista, ma dell’Infermiere Pediatrico, figura che per peculiarità e formazione è maggiormente spendibile nel Dipartimento Materno Infantile;

l’istituzione di una “Equipe di sala parto H24”, composta da Professionisti Infermieri la cui attività sarebbe votata a gestire a 360 gradi le dinamiche assistenziali del neonato in sala parto.

Il NurSind, nell’esclusivo interesse dei piccoli assistiti e nella tutela dei Professionisti operanti presso le UOC di Ostetricia/Ginecologia e Neonatologia/Utin, intende sottolineare che le situazioni di understaffing raffigurano una importante criticità che concordemente alla letteratura scientifica internazionale ed alle vigenti normative, delineano un importante fattore di rischio associato all’aumento delle infezioni correlate all’assistenza ed alla mortalità.

“Affinchè veramente il GOM si possa ritenere un Ospedale amico dei bambini, – concludono i dirigenti sindacali del NurSind – invitiamo le S.V. a sollecitare chi di competenza e con estrema urgenza a voler provvedere ad un adeguata integrazione delle risorse umane, strutturali e tecnologiche per poter garantire un’adeguata assistenza e per lavorare nel rispetto della dignità professionale che spetta ad ogni lavoratore, senza le quali è utopico pensare a percorsi assistenziali votati alla qualità ed alla sicurezza delle cure”.

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