Reggio, continua la protesta dei professionisti del benessere. In marcia verso la Cittadella

Negozi aperti simbolicamente e non solo, nel caso in cui la Calabria dovesse rimanere in zona rossa. I professionisti del benessere spostano la protesta a Catanzaro

Zona rossa o arancione? Ancora non si sa. La cosa certa, però, è che i professionisti del benessere di Reggio Calabria sono pronti a continuare la loro protesta e arrivare fino alle porte della Regione, nel caso in cui le cose non dovessero variare.

La protesta dei professionisti del benessere

Manifestazione Benessere (21)

"Dopo aver aperto simbolicamente i nostri negozi partiremo alla volta di Catanzaro".

È questo l'annuncio di Rosalba Pizzi, Presidente dei Professionisti del benessere di Reggio Calabria. L'appuntamento è fissato per lunedì 12 aprile. Un'apertura bianca, che non prevede la presenza in salone o nei centri estetici dei clienti, che rappresenta una forma di protesta contro quanto avvenuto fino ad ora.

"Se tutto dovesse continuare a rimanere come ora, martedì apriremo anche al pubblico - ha annunciato la Presidente Pizzi ai microfoni di CityNow. Una notizia positiva è che anche i colleghi di Catanzaro hanno aderito al nostro slogan "Aprire o morire" e ci seguiranno nella protesta non solo in Cittadella ma anche con l'apertura dei loro negozi".

Lunedì mattina, dunque, parrucchieri ed estetisti alzeranno le serrande dei loro locali, fatto alquanto insolito, in particolar modo per la prima categoria, il cui "classico" giorno di riposo è proprio il primo della settimana. Ma di "giorni liberi" forzati i professionisti del benessere tra il 2020 ed il 2021 ne hanno visti anche troppi. Un piccolo barlume di speranza si era acceso lo scorso ottobre, con l'aggiunta dei codici Ateco riguardanti le attività che, nella zona rossa del Governo Draghi, adesso tornano ad essere chiusi.

"Alle 8 apriremo i negozi e poi andremo alla Cittadella a manifestare insieme ai colleghi di Catanzaro che martedì si uniranno anche all'apertura dei negozi. Noi vogliamo aprire e lavorare osservando i protocolli come sempre abbiamo fatto. Non possiamo più stare alle regole, in quanto il Governo non ha mantenuta nessuna delle promesse fatte e le regole che ci impongono sono letali per noi e per tutte le attività. Non vogliamo più aspettare, vorrebbe dire chiudere definitivamente".

E sul fenomeno dell'abusivismo

Manifestazione Benessere (13)

La chiusura dei saloni genera anche una disastrosa conseguenza, l'aumento del fenomeno dell'abusivismo.

Nei giorni scorsi, una delegazione non solo era scesa in piazza per manifestare contro le restrizioni della zona rossa che hanno costretto centinaia di imprenditori a chiudere la propria attività, ma aveva anche incontrato Mariani. Dalla riunione, la Presidente Pizzi, aveva strappato al Prefetto la promessa di porre l'attenzione sul fenomeno dell'abusivismo in città:

"Stiamo raccogliendo la documentazione necessaria - ha spiegato la Presidente Pizzi - per poi consegnare ufficialmente i documenti in Prefettura".