Referendum giustizia, Gratteri: ‘È una bomba. Se dovesse passare, i risvolti saranno devastanti’

"Si parla di fare 2 Csm e un'alta corte, così dai 50 milioni annui attuali, si passerebbe a 150. Tutte tasse della gente". L'intervista a Piazza Pulita

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“Questa è una bomba, che invece è stata fatta passare per acqua fresca. Non avete idea di quanto sarà devastante, nel caso in cui dovesse passare”.

Sono le parole del Procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri sulla riforma della giustizia, intervistato da Corrado Formigli a Piazza Pulita, trasmissione televisiva di La7.

“Oggi, io pubblico ministero, faccio l’indagine e poi delego la polizia giudiziaria. Loro sono vincolati dal segreto dell’indagine devono riferire solo al pm. Però attenzione, è qui che entra in gioco la progressione in carriera. Se questa dovesse dipendere dal Ministero dell’Interno, dal Ministero della Difesa e dal Ministero dell’Economia, per Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, chi ci garantisce che ogni agente abbia la serenità di poter svolgere il proprio lavora serenamente e nel modo più giusto senza pensare “chissà adesso cosa mi succede”, andando sempre a pensare a quella scala gerarchica che altro non è che una struttura amministrativo/politica che andrebbe a detenere il potere della sua carriera”.

Gratteri è convinto:

“Si faranno le indagini sui soliti noti. Basta pensare alla polizia giudiziaria che fa indagini sulla pubblica amministrazione quando non dipende più dalla magistratura. Questa cosa è ancora più devastante della separazione delle carriere”.

Il procuratore si è anche soffermato sulle immagini della campagna del “si” al referendum:

“Come si fa a parlare di velocità della giustizia? Velocità in cosa? Quando ogni giorno vengono approvati nuovi decreti con i quali stare al passo. Si parla anche tanto dell’inasprimento delle pene, ma non basta aumentare di un anno la pena complessiva, quella che va riformulata è la pena minima. Esempio, portarla a 4 anni in modo tale da poter procedere con intercettazioni e arresto, se rimane a 2 anni non si può fare nulla. E quindi diventa tutto solo uno slogan”.

Intervenendo sul referendum sulla giustizia, Nicola Gratteri ha voluto chiarire con decisione la sua posizione sul tema del sorteggio.

“Io favorevole?”, ha detto, respingendo nettamente questa interpretazione. Secondo Gratteri, chi continua a ripeterlo lo fa in malafede, perché quello proposto non è affatto un sorteggio neutro: è, piuttosto, un meccanismo che a suo giudizio risulta truccato. Da qui la sua critica, spiegando perché una simile soluzione finirebbe per alterare gli equilibri invece di garantire vera imparzialità.

“Oggi si parla di due CSM, parliamo che oggi quello che abbiamo, uno solo, costa 50 milioni l’anno, così praticamente si arriva a 100. Poi vogliono un’alta corte, 150 milioni di euro l’anno, tutte tasse della gente.

Ma cosa dice questa riforma e perchè io non sono d’accordo? Allora i magistrati vengono sorteggiati tra tutti i magistrati d’Italia, in servizio. I laici sarebbero quelli sorteggiati o nominati dalla politica, invece lo chiamano sorteggio temperato. Io prendo un’urna e metto dei nomi scelti dalla politica, all’interno di questi 50 ne prendo 10, ma non è un sorteggio, chiunque esce risponde alla mia fede politica”.

“Per me, il miglior sponsor del “no” alla Riforma è proprio il Ministro Nordio, che dice addirittura a Schlein, ma come, non vi rendete conto che può servirà anche a voi quando sarete al Governo? E non è una cosa che ha detto al bar, ma in Parlamento.

Altra cosa devastante è la riforma della Corte dei Conti. Nel caso in cui un soggetto dovesse essere condannato non andrebbe a pagare il 100%, ma solo il 30% e il restante andrebbe a pesare sulle tasche dei cittadini”.