Capomolla al dibattito di Nazione Futura:”La separazione non incide sull’autonomia dei pm”
"La riforma costituzionale non lede l'autonomia dei pubblici ministeri ma anzi conferisce loro una dignità costituzionale giacche li inserisce concretamente nel potere giurisdizionale" le parole del procuratore della Repubblica di Cosenza
28 Febbraio 2026 - 15:34 | Comunicato Stampa

“La riforma costituzionale oggetto del referendum non lede l’autonomia dei pubblici ministeri ma anzi conferisce loro una dignità costituzionale giacche li inserisce concretamente nel potere giurisdizionale”.
Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Cosenza, Vincenzo Capomolla, al convegno organizzato da Nazione Futura.
In questo senso – ha detto Capomolla – commettono un errore entrambi gli schieramenti del Si e del No.
Capomolla ha invitato a un dibattito ” moderato e civile che non perda di vista il discorso e che rispetti ogni posizione”.
Il magistrato ha detto di condividere la ratio del sorteggio dei componenti del Csm ma che per quanto riguarda i laici “non c’era bisogno di introdurlo visto che il Parlamento sceglie in seduta comune”.
Non è vero che si perde l’autonomia – ha detto Capomolla – ma non è vero come sostengono gli avvocati che si crea una parità giuridica tra le parti.
Il dibattito, moderato da Vincenzo Campanella, ha registrato gli interventi del presidente della camera penale, Roberto Le Pera, che ha parlato di necessità di approvare la riforma senza politicizzarla. Non possiamo assistere a una commistione tra Pm e giudici – ha detto Le Pera.
Un concetto ribadito dal vice presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati Pierluca Bonofiglio, che ha insistito sulle garanzie che la riforma offre.
Fabrizio Falco ha ribadito di essere favorevole alla riforma ma ha precisato di nutrire dubbi sull’alta corte disciplinare.
Vittorio Lombardi ha evidenziato l’importanza della riforma Vassalli del 1989 che con questa legge costituzionale viene completata.
Erica Pranno ha posto in evidenza gli aspetti normativi invitando i cittadini a spogliarsi dalla politicizzazione di una riforma utile e necessaria.
