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Autonomia differenziata, Quartuccio: ‘Un colpo durissimo all’unità del Paese’

"Il Governo Meloni continua ad abbandonare il Sud" le parole del consigliere reggino

Filippo Quartuccio

“Il via libera della Camera dei Deputati alle pre-intese sull’autonomia differenziata rappresenta un passaggio gravissimo, destinato ad aumentare le disuguaglianze territoriali e ad indebolire ulteriormente il principio costituzionale di uguaglianza tra tutti i cittadini italiani”.

Lo dichiara Filippo Quartuccio, consigliere comunale di Reggio Calabria.

Autonomia differenziata e divari territoriali

“Dietro la retorica dell’efficienza amministrativa si nasconde una scelta politica che rischia di spaccare definitivamente il Paese, creando un’Italia a due velocità. Le Regioni economicamente più forti potranno rafforzare ulteriormente la propria capacità di garantire servizi, mentre il Mezzogiorno continuerà a scontare ritardi strutturali che questa riforma, anziché colmare, rischia di aggravare. La Calabria, Reggio Calabria e tutto il Sud non hanno bisogno di essere lasciati ancora più indietro. Hanno bisogno di investimenti, infrastrutture moderne, sanità efficiente, scuole sicure, trasporti adeguati e politiche di sviluppo capaci di ridurre i divari esistenti. Invece il Governo nazionale continua a percorrere una strada che, a nostro giudizio, produrrà effetti profondamente penalizzanti per milioni di cittadini.

I rischi per la sanità e i servizi pubblici

“Preoccupa in particolare il possibile impatto su settori fondamentali come la sanità. In un territorio come il nostro, già segnato da enormi difficoltà nell’accesso alle cure, dall’emigrazione sanitaria e da servizi spesso insufficienti, ogni scelta che possa accentuare le differenze tra i sistemi regionali rappresenta un rischio che non possiamo permetterci di sottovalutare. L’autonomia differenziata non può tradursi in una differenziazione dei diritti. Un cittadino di Reggio Calabria deve poter contare sulla stessa qualità della sanità, della scuola, dei trasporti e dei servizi pubblici di un cittadino di Bologna o Milano. Se la riforma non riduce i divari ma li amplia, allora non rafforza il regionalismo: indebolisce l’unità della Repubblica e penalizza milioni di cittadini del Mezzogiorno. L’autonomia differenziata, così come viene perseguita dall’attuale maggioranza di centrodestra, non appare orientata a garantire pari opportunità, ma rischia di consolidare privilegi territoriali e rendere ancora più difficile assicurare ai cittadini del Mezzogiorno gli stessi diritti di chi vive nelle aree più ricche del Paese”.

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Una Repubblica unita e diritti uguali

“È una visione dell’Italia che non condividiamo. Una visione che considera normale che il luogo di nascita possa determinare la qualità dei servizi pubblici, delle opportunità e perfino delle prospettive di vita. Noi crediamo invece in una Repubblica realmente unita, nella quale i diritti fondamentali siano garantiti allo stesso modo da Reggio Calabria a Milano, da Palermo a Torino. Lo sviluppo del Paese passa dalla riduzione dei divari, non dalla loro istituzionalizzazione. Come partito, continueremo ad opporci con determinazione ad ogni tentativo di trasformare il Mezzogiorno in un territorio sempre più marginale. Difendere il Sud – conclude Quartuccio – significa difendere l’Italia intera, perché senza il rilancio del Mezzogiorno non esiste alcun futuro di crescita equilibrata, di coesione sociale e di unità nazionale”.

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