Presidio AVS al GOM di Reggio, Pignataro: ‘Diritto alla salute cancellato’

L'appello del segretario regionale: "Il Governo deve decretare lo stato di emergenza sanitaria"

avs gom

“Il diritto alla salute, in Calabria, è praticamente cancellato”.

Lo ha detto il segretario regionale di Avs (Alleanza Verdi Sinistra) Fernando Pignataro, nel corso del presidio pubblico svoltosi questa mattina a Reggio Calabria, davanti all’ingresso ai reparti del Gom.

“Lo dimostra anche la misura tampone della proroga per i medici che vanno in pensione, approvata per coprire l’ennesima falla, mentre non si risolvono i problemi strutturali delle sanità in Calabria“. “Finché – ha spiegato – sarà in vigore il piano di rientro non ci saranno le condizioni per assumere e per intervenire in modo pesante su una situazione che sta diventando drammatica”.

Insieme a Pignataro presente il segretario Avs per la Città Metropolitana di Reggio Calabria, Demetrio Delfino, e Gerardo Pontecorvo di Europa Verde. Numerosi cittadini, simpatizzanti e iscritti Avs, hanno distribuito volantini ai pazienti in entrata e in uscita dal presidio ospedaliero reggino.

La denuncia sulla sanità calabrese

“La Calabria – è scritto nel volantino che Avs sta distribuendo davanti ai presidi sanitari della Regione nella mobilitazione – è diventata un laboratorio di disuguaglianza. Serve cambiare”. “Il governo – ha ancora detto Pignataro – deve decretare lo stato di emergenza sanitaria”.

Superare il commissariamento, come viene proclamato, senza superare la situazione debitoria della Calabria, significa solo non chiamare più Occhiuto “commissario”, ma presidente che assume a sé l’incarico sulla sanità. Non cambia nulla. La Calabria è strozzata dal governo nazionale.

Per Avs sarebbe necessario far rientrare i tanti medici, giovani, capaci, altamente professionalizzati che operano all’estero.

“Il problema della sanità è organizzativo – sottolinea il segretario Avs della Calabria – Abbiamo, anche qui al Gom, professionisti di altissimo livello. Serve investire perché anche i cittadini calabresi hanno diritto alla salute”.

Le promesse non mantenute e l’emigrazione sanitaria

“È prioritario uscire dal debito. Siamo – ha sottolineato Demetrio Delfino – qui a sollecitare questo passaggio e sottolineare la mancanza di medici, di personale sanitario, da assumere, non da recuperare dalle liste dei pensionati. Sono stati promessi 20 ospedali nuovi, 60 case di comunità. Non si è realizzato nulla di tutto questo”.

“Mi chiedo quanto potrà durare ancora la pazienza dei calabresi, costretti ancora, nel 2026, ad emigrare, per avere una sanità dignitosa”, ha commentato Gerardo Pontecorvo. “Basta con questi Lea così bassi, vogliamo per la Calabria la stessa dignità che è riconosciuta agli abitanti di molte altre Regioni italiane”. Dopo Reggio Calabria, sono previsti nuovi presidi anche davanti ai nosocomi di Cosenza, Crotone, Polistena e Locri.

Fonte: Ansa Calabria