Reggio, Giudice di Pace reintegrato: il Consiglio di Stato sospende la revoca dell’incarico
L'ordinanza consente il reintegro immediato nell'ufficio giudiziario reggino
12 Agosto 2026 - 17:22 | di Redazione

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso cautelare proposto dal magistrato onorario Francesco Palermo, sospendendo il provvedimento con cui il Ministero della Giustizia ne aveva disposto la revoca dalle funzioni di giudice di pace a Reggio Calabria. La decisione dei giudici amministrativi di Palazzo Spada congela l’efficacia del decreto ministeriale del 26 febbraio 2026, ripristinando la posizione di Francesco Palermo in attesa che la controversia venga affrontata nel merito dall’organo giudicante competente.
La vicenda trae origine da un procedimento disciplinare avviato nei confronti del magistrato onorario, sfociato nel provvedimento di rimozione approvato su conforme parere del Consiglio Superiore della Magistratura, nonostante la Procura Generale di Catanzaro avesse in precedenza archiviato la segnalazione a suo carico. A fronte del decreto di decadenza emanato da via Arenula, Francesco Palermo ha adito le vie legali impugnando l’atto prima dinanzi al TAR del Lazio e, successivamente, proponendo appello in sede cautelare al secondo grado della giustizia amministrativa.
Accogliendo l’istanza di sospensiva, la Terza Sezione del Consiglio di Stato ha ravvisato la sussistenza di un pregiudizio grave e irreparabile a carico di Francesco Palermo, sia sotto il profilo economico sia per quanto riguarda la tutela della sua professionalità. L’ordinanza consente dunque il reintegro immediato nell’ufficio giudiziario reggino del giudice di pace, il quale potrà riprendere le proprie mansioni fino alla decisione definitiva sulla legittimità della sanzione.
Un verdetto tutt’altro che scontato
Un verdetto tutt’altro che scontato: raggiungere questo risultato è stato straordinariamente complesso, in quanto richiedeva che alcuni magistrati si esprimessero e prendessero posizione contro le decisioni di altri giudici, superando una barriera spesso insormontabile all’interno del sistema giudiziario.
Soddisfazione per l’esito della fase cautelare è stata espressa dai legali difensori, che hanno evidenziato l’importanza della pronuncia a salvaguardia del corretto esercizio della funzione giurisdizionale sul territorio. Il giudizio di merito, chiamato a stabilire in via definitiva la validità o l’annullamento del decreto di revoca formulato dal Ministero, si svolgerà il prossimo 20 ottobre 2026 dinanzi al TAR del Lazio.
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