Covid, crescita lineare dei contagi a Reggio Calabria: come leggere il dato
"Una crescita lineare di un modello epidemiologico indica chiaramente che non è stato ancora raggiunto il picco dei contagi"
17 Gennaio 2022 - 21:35 | di Redazione

“In questi giorni, molte testate giornalistiche hanno riportato le analisi del Dr. Giovanni Sebastiani (CNR) sull’evoluzione dell’epidemia di COVID-19 nelle 107 province italiane. L’andamento della nuova ondata 2022 da COVID-19 attualmente in corso nella provincia di Reggio Calabria è in crescita lineare secondo quanto riportato recentemente. E’ bene sottolineare come una crescita lineare di un modello epidemiologico indica chiaramente che non è stato ancora raggiunto il picco dei contagi”.
Adriana Pietropaolo, Professoressa associata di chimica, presso il dipartimento di Scienze della Salute all’Università di Catanzaro, analizza la crescita dei contagi nella provincia di Reggio Calabria, specificando come non sia stato ancora raggiunto il picco dei contagi.
“A titolo di esempio, osservando il grafico di seguito riportato è possibile distinguere un andamento lineare (giallo) e esponenziale (blu). La funzione esponenziale ha una crescita iniziale lenta, quasi sovrapponibile ad una funzione lineare, per poi aumentare bruscamente in una fase successiva. Al momento, nella provincia di Reggio Calabria la funzione che approssima meglio i dati è di tipo lineare, descrivendo la situazione dei contagi dei giorni precedenti.
Proprio per questo, non è possibile escludere l’evoluzione dell’andamento in una funzione esponenziale che ha la sopracitata caratteristica di crescere lentamente all’inizio per poi aumentare in maniera rapida.
Pertanto, il dato di una crescita lineare deve essere valutato nella sua evoluzione, evitando di abbandonare le misure di protezione necessarie, proseguendo secondo le oramai consuete raccomandazioni. Nello specifico, diminuire la frequenza di contatti, prediligere laddove possibile le modalità di lavoro agile mediante telelavoro, diminuire gli spostamenti non necessari, evitare assembramenti.
Malgrado queste misure non impediscano la diffusione del contagio, sono molto efficienti nel contenere il numero di nuovi contagi giornalieri, permettendo al sistema sanitario di non collassare e di non sovraccaricare le terapie intensive”.
