Reggio, l’evasione dei tributi una mazzata da 30 milioni di euro
Emerge un retroscena drammatico per l'ente reggino. Senza il 'Decreto Agosto', nel 2020 sarebbe stato crac finanziario
29 Aprile 2021 - 12:48 | di Redazione

La situazione economico-finanziaria del Comune di Reggio Calabria continua a trascinarsi tra mille difficoltà. Dall’analisi elaborata da ‘Gazzetta del Sud’, pesano come un macigno i quasi 30 milioni di euro di evasione dei tributi da parte dei cittadini.
Nove i milioni mancanti relativi all’imposta comunale sugli immobili, quasi altrettanti quelli legati allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. A questi 18 milioni di mancate entrate, bisogna aggiungere le somme degli alloggi popolari, multe e altri tributi. Il totale si avvicina ai 30 milioni di euro, senza dimenticare la voce attualmente indefinibile relativa al servizio idrico integrato.
Un fardello da 30 milioni di euro che rappresenta un ostacolo di non poco conto per le casse comunali, alle prese già con l’oramai celeberrimo piano di riequilibrio. L’assoluta necessità di riscuotere i vari tributi dai cittadini fa a pugni con le enormi difficoltà economiche con le famiglie, alle prese con la crisi dovuta alla pandemia. Si innesta così una sorta di circolo vizioso dal quale è complicatissimo uscire.
Emerge intanto un particolare (già sussurrato in realtà negli ultimi mesi) relativo alla fondamentale importanza delle somme destinate dal Governo al comune la scorsa estate con il ‘Decreto Agosto’. Senza quel provvedimento da parte del Ministero dello Sviluppo Economico (che ha assegnato alla città di Reggio Calabria un totale di 140 milioni, di cui 70 milioni per il 2020, 35 milioni per il 2021 e 35 milioni per il 2022) per il Comune sarebbe stato crac finanziario, con la dichiarazione di dissesto inevitabile.
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