Reggio, inchiesta ‘Libro Nero’: assolti i fratelli Berna, ‘il fatto non sussiste’
Nel 2019 entrambi erano stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere perché ritenuti “imprenditori di riferimento” della cosca Libri. Un impianto accusatorio che non ha retto a distanza di 7 anni
01 Luglio 2026 - 08:11 | Redazione

Sono cadute tutte le accuse per i fratelli Demetrio e Francesco Berna che sono stati assolti perché il “fatto non sussiste”. Si è concluso così, davanti alla Corte d’Appello di Reggio Calabria, il processo “Libro Nero” nato da un’inchiesta della Dda che contestava ai due imprenditori reggini il reato di concorso esterno con la ‘ndrangheta.
Con la sentenza di ieri, il collegio presieduto dal giudice Gianfranco Grillone ha ribaltato la condanna inflitta in primo grado nello stralcio del processo che si celebrato con il rito abbreviato e che vedeva imputati solo i due fratelli Berna.
È stata, quindi, accolta la tesi degli avvocati Giandomenico Caiazza, Emilia Vera Giurato e Francesco Albanese.
Nel 2019 entrambi erano stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere perché ritenuti “imprenditori di riferimento” della cosca Libri.
Un impianto accusatorio che non ha retto a distanza di 7 anni nel corso dei quali l’ex assessore comunale Demetrio Berna e suo fratello Francesco, ex presidente regionale e vicepresidente nazionale dell’Ance, sono finiti sotto scorta perché hanno reso diverse dichiarazioni contro la ‘ndrangheta.
I loro verbali hanno consentito ai magistrati dell’antimafia di fare luce su numerose estorsioni commesse da diverse cosche reggine.
Dalle loro dichiarazioni, e in particolare quelle di Francesco Berna, sono scaturiti, infatti, altri processi antimafia, come “Epicentro” e “Heliantus”, dove gli imprenditori Berna sono riconosciuti parte offesa
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