Reggio nella morsa dei virus. L’esperto: ‘Influenza più contagiosa, usate le mascherine’. Numeri e consigli
"La gravità sta nella maggiore contagiosità del virus con una maggiore capacità di diffusione. La vaccinazione? E' importantissima, oggi è ancora troppo bassa"
08 Gennaio 2026 - 10:29 | di Vincenzo Comi

Migliaia di reggini costretti a letto, tra febbre, mal di gola, tosse e dolori influenzali. Già a fine 2025 La variante K aveva colpendo in maniera molto importante e gli ospedali del territorio sono stati (e continuano ad esserlo) sotto pressione in tutta la Calabria.
L’inizio del 2026 ha portato con sé un incremento significativo dei casi di influenza, con un picco che ha colpito anche la città di Reggio Calabria. E la situazione, già preoccupante durante le festività, è proseguita con una crescita costante dei ricoveri.
Il dott. Sandro Giuffrida, presidente della Società Igiene della Regione Calabria, contattato telefonicamente, ha fatto il punto sulla situazione attuale in città:
“Il nuovo anno è iniziato male perchè a cavallo tra la fine dell’anno e i primi giorni del 2026 ci sono stati migliaia di casi con oltre 400 pazienti gestiti nei reparti ospedalieri in soli due giorni al GOM e c’è una crescita costante di accessi ai PS con aumento dei ricoveri per le complicanze respiratorie”.
A questa ondata influenzale contribuisce la presenza della variante K, una mutazione del virus H3N2, che pur essendo più contagiosa, non si è rivelata più grave rispetto agli anni passati. Tuttavia, l’elevato numero di casi ha portato a un aumento dei ricoveri per complicanze respiratorie, in particolare polmonite e insufficienze respiratorie, che richiedono trattamenti intensivi.
Un’onda che coinvolge tutte le fasce di età
“L’influenza di quest’anno colpisce particolarmente gli anziani e i soggetti più fragili, ma i ricoveri sono segnalati anche tra persone senza comorbidità evidenti – continua il dott. Giuffrida – Nonostante ciò, la maggior parte dei casi resta di entità lieve, con sintomi comuni come febbre alta, brividi, tosse, mal di gola, dolore muscolare e spossatezza“.
La vaccinazione: un’opportunità ancora disponibile
Uno dei temi principali emersi durante l’intervista con il medico è la questione della vaccinazione anti-influenzale, che rappresenta la miglior forma di prevenzione.
“Purtroppo, nonostante gli sforzi, la partecipazione alla campagna vaccinale è stata al di sotto delle aspettative. Solo circa il 50% degli over 65 ha ricevuto il vaccino, con una copertura ancora più bassa tra i bambini, che sono tra i principali diffusori del virus. L’obiettivo di raggiungere una copertura del 75% sembra ancora lontano, ma il medico sottolinea che la vaccinazione è ancora possibile per chi non l’ha fatta, e che può contribuire a ridurre significativamente le complicanze nei soggetti a rischio. Il vaccino per il Covid non è stato purtroppo considerato affatto e invece si consiglia soprattutto a quei soggetti fragili ed anziani”.
Cosa fare ora: i consigli per la prevenzione
Con l’inizio dell’anno scolastico e il ritorno delle attività quotidiane, i rischi di contagio sono destinati a crescere. Il medico consiglia di adottare alcune precauzioni fondamentali per evitare la diffusione del virus. Tra queste, l’uso di mascherine FFP2 per gli anziani e i soggetti fragili, la promozione della vaccinazione nelle scuole, dove le aziende sanitarie sono disponibili a effettuare vaccinazioni, e il rispetto delle norme igieniche, come il lavaggio delle mani frequente e l’uso di fazzoletti monouso. Inoltre, è fondamentale evitare gli assembramenti in luoghi chiusi e tenere a casa i bambini con sintomi influenzali per limitare la trasmissione.
Influenza e Covid: non solo uno, ma due nemici. La situazione peggiorerà
In questo periodo, non si deve dimenticare che il Covid-19 è ancora in circolazione e presenta sintomi simili a quelli dell’influenza. Ciò rende difficile distinguere le due malattie, e la diffusione del virus respiratorio sinciziale (VRS) potrebbe aggiungere un ulteriore livello di preoccupazione.
“La situazione peggiorerà ulteriormente con la riapertura delle scuole e la ripresa di tutte le attività. Se i bambini hanno tosse intensa lasciateli a casa. Per gli anziani e i fragili consiglio la mascherina che ahinoi vediamo sempre meno. Ricordiamoci che anche un semplice colpo di tosse della persona che ti è accanto ed ecco che arriva il virus”.
Quando finirà l’ondata? Gennaio critico, ma gestibile
Sebbene il picco influenzale si preveda per tutto il mese di gennaio, la situazione non è più grave rispetto agli anni passati, ma solo più diffusa, grazie alla maggiore trasmissibilità della variante K. Il consiglio principale rimane quello di non abbassare la guardia ed adottare comportamenti responsabili per limitare la diffusione del virus, in particolare tra le persone più vulnerabili.
Non è mai troppo tardi per fare il vaccino, e il medico invita tutti, in particolare gli anziani, a prendere in considerazione questa opportunità per proteggersi dalle complicazioni più gravi e migliorare la gestione della stagione influenzale.
