Infermieri demansionati a Reggio, Nursind: ‘Vittoria in Cassazione’
"L’infermiere non deve assolutamente sostituirsi ad altre figure professionali per colmare gravi carenze di personale ausiliario". La nota del sindacato
19 Giugno 2026 - 07:54 | Comunicato stampa

Grande soddisfazione viene espressa dalla Segreteria Territoriale del Nursind di Reggio Calabria per due ordinanze (13728/2026 e 14249/2026) della Corte di Cassazione, con le quali il Giudice di legittimità, rigettando gli appelli del GOM di Reggio Calabria, ha chiuso definitivamente l’iter giudiziale relativo ai ricorsi azionati da alcuni infermieri che lamentavano il demansionamento di cui erano stati vittime nell’esercizio della propria attività lavorativa.
La vicenda partiva con due ricorsi del 2018 con i quali gli infermieri chiedevano di essere risarciti a causa della condotta lesiva tenuta dall’azienda nei loro confronti. Il tribunale di Reggio Calabria rigettava i ricorsi, per cui i lavoratori si vedevano costretti ad agire in appello.
La Corte d’Appello di Reggio Calabria annullava le sentenze di primo grado, riconoscendo il diritto dei lavoratori al ristoro economico, per circa € 600.000,00 complessivi per 18 infermieri. Il GOM presentava allora ricorso per cassazione, che si concludeva con le citate ordinanze, con le quali gli Ermellini confermavano le sentenze della Corte Regina. Tali pronunce sono di fondamentale importanza, non solo perché il Nursind, con il proprio legale Avv. Domenico de Angelis, è riuscito a ribaltare quello che era un orientamento ormai consolidato del tribunale di Reggio Calabria in materia, ma soprattutto perché la Cassazione ha fissato dei principi di notevole rilievo giuridico, in parte ribadendo il proprio consolidato orientamento, in parte innovandolo, soprattutto per quel che concerne l’accertamento degli indici rilevatori del demansionamento ed il concetto di prevalenza.
Infatti, sostiene la Cassazione “che la richiesta di svolgimento di mansioni inferiori (di OSS) per essere legittima deve rispondere ad un’esigenza organizzativa, operativa o di sicurezza concreta e non dunque a scelte estemporanee o a pretese di lavoro di livello inferiore pur in presenza di disponibilità del personale della categoria pertinente”, a ciò aggiungasi che le mansioni inferiori possono essere richieste solo incidentalmente, risultando escluso che sia legittima la loro pretesa “non in via occasionale, ma in maniera programmata”.
In definitiva “il ricorso sistematico e non marginale alle mansioni inferiori viola infatti in sé, sul piano qualitativo, che è quello che rileva, il diritto del lavoratore al rispetto della propria professionalità e ciò anche se sia rispettato il parametro di prevalenza nello svolgimento delle attività proprie dell’inquadramento”.
Proprio tale specifico rilievo risulta quanto mai importante per l’accertamento tecnico-giuridico della condotta delle aziende violativa della professione infermieristica, per cui è sufficiente che gli infermieri vengano adibiti stabilmente, sistematicamente e routinariamente nello svolgimento delle attività dell’assistenza di base del paziente e del suo accudimento materiale, vale a dire per quel che concerne l’igiene personale, la mobilizzazione e l’alimentazione, che siano integrati gli estremi del demansionamento, indipendentemente dal tempo impiegato dagli infermieri in tali attività per ciascun turno ed a prescindere dal fatto che gli stessi ovviamente continuino a svolgere le funzioni tipiche della loro professione.
La violazione, dunque, è qualitativa e non meramente quantitativa.
Grande soddisfazione ha dunque espresso il segretario aziendale Nucera Michele:
“Questa sentenza mette un punto definitivo sulla questione e chiarisce ancora una volta che l’infermiere non deve assolutamente sostituirsi ad altre figure professionali per colmare gravi carenze di personale ausiliario. Vigileremo affinché situazioni di demansionamento non accadano più all’interno della nostra azienda.”
A sua volta il segretario territoriale e regionale del Nursind, Vincenzo Marrari, conclude:
“Ringrazio il nostro Avvocato Domenico de Angelis, il quale stima sinceramente e crede con veemenza al valore della nostra Professione e dei Professionisti che la esercitano, per la grande competenza e professionalità dimostrata nella conduzione di questa e di tante altre cause tutt’ora in corso. Un accorato ringraziamento anche ai Colleghi del nostro Direttivo che si sono prodigati oltre che nel proselitismo, anche nella grande mole di lavoro inerente la raccolta documentale e l’assistenza sindacale resa ai Colleghi che hanno aderito alle cause di risarcimento”.
Precisa ancora Marrari che molti altri giudizi, aventi ad oggetto il demansionamento, sono ancora in corso, ed altri ancora saranno attivati sia contro il GOM di Reggio Calabria sia contro l’ASP di Reggio Calabria, invitando quanti ancora non l’abbiano fatto a contattare la Segreteria Territoriale del Nursind per sottoporre all’attenzione dei legali la propria posizione.
Il Nursind dimostra la propria presenza accanto agli infermieri, non solo in sede contrattuale e di tutela giornaliera delle loro prerogative, ma anche in sede giudiziale, quando le aziende siano sorde alle giuste rivendicazioni e sollecitazioni sindacali.
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