Portatori della Vara, il presidente Surace a CityNow: "Uniti sempre, non solo per la Festa"

"Non contiamo gli anni da gennaio a dicembre, ma da una discesa all'altra del quadro". L'intervista al presidente dell'associazione Portatori della Vara

“Faccio il portatore da 35 anni e l’emozione che provo sotto il quadro della Madonna della Consolazione è, di volta in volta, sempre diversa”.

A raccontare l’importanza spirituali della festa cittadina, a CityNow, è il presidente dell’associazione Portatori della Vara, Gaetano Surace.

“Non contiamo il trascorrere degli anni da gennaio a dicembre, ma di settembre in settembre. Ogni discesa è fatta di nuove emozioni impossibili da spiegare. Ciò che succede fra una discesa e l’altra è ciò che poi ci porta a riflettere mentre siamo in processione al cospetto della nostra Patrona e di tutta la città”.

Gli scettici ci sono, ma la devozione per il culto della Madonna della Consolazione a Reggio Calabria rimane fortissima nonostante il passare del tempo. La tradizione secolare di questa festa religiosa che, negli anni, ha acquistato risvolti civili, vede protagonisti migliaia di partecipanti.

“Sin dal primo dei sette sabati della Madonna – racconta il presidente dei portatori – l’affetto dei reggini verso la patrona della città è tangibile e tale rimane fino all’ultimo. Dati ufficiali parlano anche di 120mila persone presenti negli scorsi anni, numeri che fanno ben capire come quella di Reggio sia una delle più grandi feste religiose del sud Italia”.

Per identificare questo particolare giorno dell’anno, che varia di anno in anno in base al calendario, i portatori della Vara hanno coniato uno speciale appellativo: il sabato della processione viene infatti conosciuto come ‘il giorno dell’identità reggina‘.

“Durante la festa ognuno mette da parte i problemi, le proprio opinioni, idee politiche e qualunque tipo di diversità e va dietro la Madonna indossando un’unica maglia. Come portatori speriamo che questo concetto di unità possa manifestarsi tutti i giorni dell’anno, non solo durante quelli di festa, affinchè Reggio possa rinascere”.

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