Processo Miramare, Falcomatà e l'amicizia 'dimenticata' con Zagarella

Il p.m. Ignazitto ha incalzato il sindaco Falcomatà sui rapporti che lo legavano a Zagarella, evidenziando a suo dire due versioni differenti

Processo Miramare, si è conclusa oggi l'udienza del sindaco Giuseppe Falcomatà, interrotta venerdi 7 maggio. La differenza, oltre che temporale, è stata anche relativa all'interlocutore del primo cittadino. A porre le domande infatti è stato il p.m. Walter Ignazitto, assente venerdi scorso.

Intenso il botta e risposta tra l'imputato e il p.m. all'interno dell'aula bunker, rispetto alla precedente udienza aumenta sensibilmente la quantità di 'non ricordo' e 'non ho un ricordo specifico' del primo cittadino.

Il primo è relativo ai presunti sopralluoghi effettuati al Miramare in compagnia di Zagarella. "Non ricordo di sopralluoghi con lui nei mesi precedenti all'affidamento. Era un periodo intenso, non solo politicamente ma anche personalmente. Il 1 giugno di quell'anno infatti mi sposai, partendo due settimane più tardi per il viaggio di nozze", le parole di Falcomatà.

Sulla definizione precisa del rapporto che lega il sindaco al presidente dell'associazione 'Il Sottoscala' si concentra buona parte dell'udienza. "Non lo definirei un amico, c'è stata una frequentazione limitata in un preciso momento storico, la definirei più una conoscenza", il pensiero espresso dal sindaco, molto simile rispetto a quanto manifestato una settimana fa.

A questo punto però arriva la contestazione di Ignazitto, che sottolinea come durante l'interrogatorio del 2016 Falcomatà avesse risposto in modo affermativo, e diverse volte, alla domanda se Zagarella fosse un suo amico. "I miei 'si' dell'epoca era un intercalare, una parola detta mentre ascoltavo le domande e la mia concentrazione probabilmente era rivolta all'ascolto".

Il p.m chiede a Falcomatà se conosceva, all'epoca, di cosa si occupasse professionalmente Zagarella. 'No, non sapevo di cosa si occupasse e non glielo chiesi'. Il primo cittadino, incalzato da Ignazitto, afferma di non conoscere chi fossero i legali rappresentanti dell'associazione 'Il Sottoscala', ne di aver chiesto all'amico\conoscente quali attività l'associazione avrebbe svolto all'interno del Miramare. "Se ho chiesto una sorta di curriculum dell'associazione? Non ce n'era bisogno", la risposta di Falcomatà che ha specificato come questo tipo di verifiche spettasse agli uffici tecnici del comune, una volta presentate le richieste.

Si torna così a parlare dei rapporti tra il primo cittadino e Zagarella nel periodo sia precedente che successivo alla delibera di assegnazione, con il p.m. Ignazitto che chiede al sindaco quali fossero gli argomenti alla base delle numerose conversazioni telefoniche tra i due, circa un centinaio quelle risultanti dai tabulati. "Non ricordo, di sicuro non legati al Miramare".

Riguardo la delibera di affidamento, Falcomatà ha sottolineato: "Abbiamo verificato che rispettava tutti i crismi di leggittimità e legalità. L'istruttoria presuppone la verifica di tutti i requisiti necessari, di questo documento se ne è occupato il settore della dottoressa Spanò, non so se lei in prima persona o un altro dirigente".

Il primo cittadino inoltre ha ricordato della delicatissima situazione economico-finanziaria che viveva l'ente nel 2015, e che impediva al Comune di spendere anche un solo euro per i lavori che necessitavano all'interno del Miramare.