Reggio, è psicosi carburante: distributori presi d’assalto e file interminabili – FOTO
Da nord a sud in coda per fare il pieno. Il blocco della raffineria Eni di Taranto e l'imminente protesta degli autotrasportatori alimentano la paura. Ma la corsa al rifornimento rischia di lasciare la città a secco
15 Ottobre 2026 - 16:07 | di Eva Curatola

È psicosi carburante a Reggio Calabria. Da nord a sud della città, stazioni di servizio prese d’assalto, lunghe file di automobili e cittadini costretti ad attendere, non solo per fare rifornimento, ma anche per poter percorrere alcune strade. La paura di rimanere senza benzina o gasolio ha scatenato una vera e propria corsa al pieno, con inevitabili disagi alla circolazione e una crescente preoccupazione tra gli automobilisti.
Una situazione che rischia di trasformarsi in un pericoloso effetto domino: la paura di rimanere senza carburante sta spingendo centinaia di automobilisti a fare rifornimento contemporaneamente, accelerando l’esaurimento delle scorte ancora disponibili. Il paradosso è proprio questo: nel tentativo di evitare di restare a secco, i cittadini rischiano di contribuire a svuotare più rapidamente i distributori della città.
Perché manca il carburante: tutto parte dalla protesta dell’ex Ilva a Taranto

All’origine dell’emergenza c’è quanto sta accadendo a centinaia di chilometri da Reggio Calabria, precisamente a Taranto, dove i lavoratori dell’ex Ilva stanno protestando contro le incertezze sul futuro dello stabilimento siderurgico e sulle prospettive occupazionali. La mobilitazione, avviata lunedì 12 ottobre, ha portato al blocco degli accessi alla raffineria Eni, uno snodo fondamentale per l’approvvigionamento di carburante di diverse regioni del Sud Italia.
Le autocisterne non riescono a effettuare regolarmente le operazioni di carico e distribuzione, con conseguenze dirette sulle forniture destinate a Puglia, Basilicata e Calabria.
In Calabria le prime conseguenze sono emerse già nei giorni scorsi. Le consegne programmate ai distributori Eni sono saltate e numerose stazioni di servizio hanno esaurito le proprie scorte. Secondo quanto riportato dall’Ansa, il 14 ottobre erano già numerosi gli impianti senza carburante, mentre le prime nuove forniture erano previste soltanto nel pomeriggio di oggi e limitatamente ad alcuni punti vendita.
Reggio Calabria, la corsa al pieno rischia di peggiorare la situazione

È in questo clima di incertezza che a Reggio Calabria si è scatenata la corsa ai distributori.
Una reazione comprensibile di fronte alla paura di non poter utilizzare la propria automobile nei prossimi giorni, ma che rischia di produrre conseguenze ancora più pesanti.
Se tutti fanno rifornimento contemporaneamente, le scorte disponibili si esauriscono molto più velocemente rispetto ai normali consumi quotidiani. E questo potrebbe mettere ulteriormente in difficoltà una rete distributiva già alle prese con ritardi e mancate consegne.
Il rischio, dunque, non è soltanto quello legato ai blocchi delle autobotti in partenza da Taranto, ma anche quello di un’emergenza aggravata dalla corsa indiscriminata al carburante.
Venerdì 16 ottobre il blocco degli autotrasportatori: nuova preoccupazione per la Calabria

Ad alimentare ulteriormente la tensione c’è un secondo fronte, quello degli autotrasportatori calabresi, che hanno annunciato un blocco a partire da venerdì 16 ottobre.
Una mobilitazione che rischia di sovrapporsi alle difficoltà già provocate dalla protesta di Taranto, complicando ulteriormente la distribuzione delle merci e i rifornimenti.
Secondo le informazioni diffuse dall’Ansa, per la protesta sono previsti circa 22 presidi in tutta la Calabria, con la partecipazione di circa 800 autotrasportatori.
La concomitanza dei due blocchi rappresenta la principale incognita delle prossime ore: anche un’eventuale ripresa delle forniture dalla raffineria pugliese potrebbe non bastare a riportare immediatamente la situazione alla normalità.
Intanto, disagi e lunghe code si stanno registrando anche a Catanzaro e Cosenza, a conferma di un problema che coinvolge l’intero territorio regionale.
Carburante, il rischio è che la paura diventi una vera emergenza

La situazione che si sta verificando a Reggio Calabria mette in evidenza quanto il sistema dei rifornimenti possa risentire di un’interruzione della catena distributiva, soprattutto quando ai ritardi nelle consegne si aggiunge un improvviso aumento della domanda.
Le conseguenze, in caso di un prolungamento dei blocchi, potrebbero andare ben oltre i disagi degli automobilisti, interessando lavoratori, imprese, attività commerciali e servizi che dipendono quotidianamente dalla disponibilità di carburante.
Il punto, adesso, è evitare che la paura si trasformi in un’emergenza ancora più grave. Fare rifornimento per necessità è una cosa, precipitarsi tutti contemporaneamente alle pompe per accumulare carburante è un’altra. Perché il rischio più concreto è proprio questo: che una città preoccupata di rimanere senza benzina finisca per svuotarla completamente.
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