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Redel, Cadeo guarda già Gara 2 ad Avellino: “Inutile piangerci addosso, mercoledì serve l’impresa”

Una beffa all'ultimo secondo che fa male, ma la Viola non si arrende

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Nel post-partita, Coach Giulio Cadeo ha analizzato la prestazione e il rocambolesco finale, proiettando immediatamente la squadra verso la delicatissima trasferta in terra campana.

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Il ringraziamento al pubblico e l’analisi del match

Nonostante il ko finale, il tecnico neroarancio ci tiene a partire dall’incredibile spinta ricevuta dagli spalti, in un palazzetto che ha registrato una cornice di pubblico straordinaria:

“Intanto devo dire che, grazie al sostegno dei reggini, del pubblico che è venuto al PalaCalafiore e che non ha mai abbandonato la squadra, ci ha dato il contributo per poter riaprire questa partita. La partita in sé è quella che ci aspettavamo. Le loro caratteristiche sono queste, dove cercano di creare dei vantaggi all’interno per poi eventualmente sfruttare il tiro da tre punti e con gli esterni, tutti quanti loro, sono pericolosi. Siamo stati sempre ad inseguire. Più di una volta siamo arrivati a quattro punti in mano, poi sono ritornati a otto, poi a cinque e loro sono ritornati a dieci. Però non abbiamo mai mollato il fatto che siamo arrivati come siamo arrivati negli ultimi secondi. Questa è la partita”.

Il dettaglio dei falli nel finale e la lucidità

La discussione in sala stampa si è subito spostata sulla gestione degli ultimi concitati secondi di gara, in cui la Viola aveva ancora due falli da spendere prima di esaurire il bonus:

“Se abbiamo ancora un fallo da spendere, ne abbiamo già parlato nel time out a nostra disposizione e devo dire che non l’abbiamo speso neanche quando abbiamo preso la schiacciata di Londra. Quindi c’è stata anche quella situazione e poi la parte finale. E lì interviene quello che è l’esperienza dei giocatori, quella che è la lucidità, che in quei momenti non è facile sempre averla e abbiamo pagato con questo tiro. Potevamo fare fallo, è vero. Per due volte abbiamo avuto la possibilità di usare questo fallo e non l’abbiamo fatto. L’idea era quella di non fare un fallo subito, molto sistematico, perché sennò non avremmo più avuto noi l’ultimo tiro, perché mancavano 28 secondi. Quindi se andavamo troppo in là, un fallo a 12 secondi avrebbe ridato a 14 secondi, quindi finita la partita. Però nello stesso tempo, se lo dobbiamo usare, lo usiamo per non fargli fare un canestro facile. Lì non siamo riusciti a farlo”.

Le contromisure su Ragusa e lo sguardo a Gara 2

In vista del secondo atto, Cadeo analizza anche la grandissima prova di Ragusa tra le file di Avellino, sottolineando la pericolosità diffusa degli avversari e la necessità di resettare la mente:

“Con questa squadra qua degli adattamenti li abbiamo fatti. Abbiamo fatto delle scelte. Ma è anche vero che sono veramente tutti pericolosi. Quindi la responsabilità individuale in queste partite diventa fondamentale. Quindi chi avrà Ragusa sa che se la deve vedere. Poi ci sono situazioni che possiamo andare ad aiutare, ma se dobbiamo andare ad aiutare su tutti poi diventa difficile. Io credo che stanotte i ragazzi non dormiranno, come non dormiranno in tanti, però è un play-off, è una finale. Va bene una notte e poi dobbiamo ripartire da domani e vedere le cose buone che abbiamo fatto, quello che possiamo migliorare. I play-off vanno resettati. Non possiamo pensare di vedere quello che è successo. Siamo ancora vivi, l’abbiamo dimostrato. Fra tre giorni scenderemo in campo e interverranno anche l’aspetto fisico, atletico, mentale e la resistenza a questo tipo di partite. Dobbiamo andare ad Avellino e, come sono venuti loro qui a vincerla, ci dobbiamo provare con tutte le nostre energie mercoledì. Non abbiamo alternative, è inutile che ci piangiamo addosso. Pensiamo a quello che dobbiamo fare”.

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