Reggio, “ricette d’oro” per indebiti rimborsi: 6 misure cautelari tra medici e farmacisti
Truffa al sistema sanitario nel reggino. False ricette e farmaci mai dispensati: il modus operandi di una farmacia per ottenere rimborsi
03 Luglio 2026 - 14:20 | Comunicato stampa

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Reggio Calabria, supportati in fase esecutiva da militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli e dai reparti dell’Arma territorialmente competenti, hanno dato esecuzione all’ordinanza con la quale il G.I.P. di Reggio Calabria ha disposto l’applicazione di misure cautelari coercitive e interdittive nei confronti di 6 persone.
Tra i soggetti destinatari dei provvedimenti figurano medici e farmacisti, tutti ritenuti dal giudice per le indagini preliminari, a vario titolo, gravemente indiziati dei reati di corruzione, truffa aggravata in danno del Sistema Sanitario e falsità ideologica. Nello specifico, 3 persone sono state sottoposte al regime degli arresti domiciliari, 1 alla misura interdittiva dall’esercizio dell’ufficio pubblico e del divieto di esercitare la professione medica per la durata di sei mesi, e 2 agli obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’indagine della Procura e il sistema fraudolento
La complessa attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, è stata svolta mediante l’attività di intercettazione delle comunicazioni e con metodi tradizionali ovvero attività di perquisizione e sequestro, assunzione di sommarie informazioni, acquisizione di documentazione ed ha consentito di raccogliere plurime fonti di prova a carico di professionisti, farmacisti e medici di medicina generale compiacenti, operanti sul territorio reggino.
Le investigazioni condotte, compendiate nell’ordinanza emessa dal giudice, hanno ricostruito – salvo gli sviluppi delle ulteriori fasi del giudizio – l’esistenza di un sistema fraudolento finalizzato all’ottenimento di ingiuste erogazioni a carico del Sistema Sanitario Nazionale e Regionale.
Nello specifico, il quadro gravemente indiziario ha riguardato la titolare di una farmacia della Provincia Reggina, la quale, con la complicità del padre – anch’egli medico e di una dipendente della medesima farmacia – si accordava con 3 medici di medicina generale in ordine alla compilazione di ricette mediche, intestate formalmente a ignari pazienti ed emesse in assenza di alcuna valutazione medica di necessità terapeutica.
Ricette false e rimborsi indebiti
Il meccanismo prevedeva un corrispettivo pari al dieci per cento del prezzo dei farmaci indicati nelle false prescrizioni, destinato ai medici di medicina generale. Tale sistema era utile a far ottenere alla farmacia indebiti rimborsi correlati al costo dei farmaci prescritti, in realtà mai dispensati.
Il procedimento relativo alle accennate ipotesi di reato è attualmente nella fase delle indagini preliminari, ragion per cui le persone sottoposte a misura cautelare dall’Autorità Giudiziaria devono ritenersi presunte innocenti fino all’eventuale definitivo accertamento della loro colpevolezza nella successiva sede processuale.
Reggio Calabria, IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA Giuseppe Borrelli
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