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Reggio Calabria e wine experience, viticoltura eroica. Atto di fede e passione per la propria terra

Il Sommelier reggino Francesco Rando ci porta in giro per il mondo e per la Calabria alla scoperta dei vigneti nascosti

Reggio Calabria e wine experience, viticoltura eroica. Atto di fede e passione per la propria terra

Una cosa è la passione per il bere vino, un’altra è apprezzare ogni sua declinazione, ogni momento che viene prima dello stappare una bottiglia.

Sempre di più infatti i grandi territori del vino, italiani e non, sono meta di migliaia di turisti attirati dai paesaggi mozzafiato, dalle visite tra i filari da dove nascono i grandi vini che fanno dell’Italia uno dei paesi più amati nel mondo enoico.

L’enoturismo, è un mercato che nello stivale tocca i 2,5 miliardi di euro in valore. Come detto la viticoltura è praticamente onnipresente su tutto il territorio, ma ci sono alcuni luoghi particolari in cui coltivare le vigne diventa un atto eroico, un vero atto di fede e passione, perché l’impegno che richiede, a causa delle condizioni particolari del terreno, è veramente difficile.

Vigneti nascosti, lontani quasi irraggiungibili, coltivati da vignaioli appassionati che nel corso dei secoli hanno faticosamente strappato piccoli apprezzamenti di terra alle rocce, alla montagna o al mare.

Ed è li che i turisti vedono, e vivono la vera “wine experience”a 360°.

Ma dove si pratica la viticoltura eroica?

Partiamo dal Veneto, dove si produce il famoso Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene, il cui territorio è caratterizzato da pendenze molto ripide. Passando per la Lombardia, in Valtellina: qui ci sono vigneti che si trovano su terrazzamenti sorretti da muri a secco che si estendono su una superficie di 2500 Km.

Scendiamo un pò, tra Liguria e Toscana, un’altra tappa sono i Colli di Luni tra La Spezia e Massa, dove da secoli si coltiva il Vermentino. Altra sosta fondamentale, Ischia: nella splendida isola del golfo di Napoli, i vigneti sono su terrazzamenti ricavati sui fianchi scoscesi delle colline, con pendenze superiori del 50%.

E in Calabria?

Penultima tappa, la nostra suggestiva Costa Viola: un’area terrazzata in cui si pratica la viticoltura di forte pendenza. I secolari muri a secco lungo i 20 Km di costa a strapiombo sul mare tra Villa S.G., Scilla, Bagnara, Seminara e Palmi, hanno visto generazioni di viticoltori eroici operare in condizioni estreme.

Concludiamo il percorso con la bellissima isola siciliana, Pantelleria: con le sue meravigliose viti ad alberello, patrimonio Unesco, coltivate in modo da restare basse per proteggerle dai venti che infieriscono sull’isola. Si lavora inginocchiati, con cassettine a portata di mano per selezionare sul posto l’uva scelta per l’appassimento da quella per la produzione dello Zibibbo.

Ma gli eroi enoici non sono solamente in Italia: Dingac, località croata, dove l’uva si coltiva su terreni in forte pendenza e la si trasporta sottoterra in tunnel scavati nella montagna. E anche in Grecia a Santorini: qui a causa della costante presenza di vento, le viti vengono coltivate in basse cime, su terrazzamenti a picco sul mare con pendenze vertiginose.

E infine, ecco il Portogallo,nell’isola di Madeira: con origine vulcanica, il suolo fertile e il clima caldo umido favoriscono la crescita di una vegetazione molto lussureggiante, tra cui i vigneti dai quali si ricava il noto vino Madeira. Anche qui, la terra coltivabile è tutta a terrazzamenti, le uve vengono raccolte a mano, messe in cesti di vimini e poi trasportate ai luoghi di lavorazione.

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