Reggio, Comune- Sorical, la resa dei conti. Brunetti invoca buonsenso

Per circa 90 mila reggini è incubo razionamento idrico

Giovedì 12 dicembre sarà il giorno della verità.

Permarrà la grande sete di Reggio Città metropolitana, o prevarrà il buonsenso di Sorical?

Per adesso i reggini devono fare i conti con una carenza per così dire indotta, con Palazzo San Giorgio che ha deciso di razionare il prezioso liquido di sera, provando a limitare al massimo i disagi per la popolazione.

Un’operazione non facile, e soprattutto impopolare, visto che da qualche mese non si sente più parlare di carenza idrica, e ritrovarsi di punto in bianco senza l’acqua in casa, farebbe tornare la città metropolitana in un medioevo idrico che i reggini stavano cominciando a considerare solo un brutto ricordo.

La “partita” però interessa qualcosa come 90 mila abitanti, concentrandosi soprattutto nei quartieri più popolosi della città: da Santa Caterina a San Sperato, dal Centro storico a Gebbione, da Reggio Campi a Sbarre.

Insomma, tutte quelle zone della città interessate dal nuovo schema idrico della Diga del Menta.

C’è da dire che l’azione di Sorical che ha ridotto il quantitativo di acqua erogata al Comune di Reggio, è legata al fatto che Palazzo San Giorgio non ha onorato un debito, annuale, che si aggira sui 6-7 milioni di euro. Anzi, fino ad oggi, l’amministrazione ha pagato solo 1,7 milioni.

Quanto basta a Sorical per decidere di diminuire la portata in entrata per il comune di Reggio. Ma se Palazzo San Giorgio economicamente non se la passa bene (e il non avere onorato il piano di rientro è l’ennesima testimonianza), c’è anche da dire che Sorical è una società pubblico/privata in liquidazione che ha delle scadenze ben precise, come potrebbe essere la chiusura di un Bilancio. Insomma una situazione ingarbugliata, ma neanche troppo, che difficilmente si risolverà in termini prettamente economici. Soprattutto perché il Comune di Reggio i soldi per onorare il debito con Sorical non ce li ha. E non può averceli da qui a breve.

Il consigliere comunale Paolo Brunetti, delegato al servizio idrico, è molto amareggiato. Raggiunto telefonicamente, esprime il proprio rammarico per la situazione che si è venuta a creare e che rischia di vanificare gli sforzi fin qui compiuti nel delicato e da sempre problematico settore idrico della città. “Abbiamo lavorato in silenzio e a testa bassa in questi anni, abbiamo raggiunto traguardi impensabili tra risorse recepite, cantieri riattivati, il collegamento con la Diga del Menta, ed altre cose che il cittadino non può vedere ad occhio nudo; ed oggi rischiamo di veder tutto vanificato da questa presa di posizione di Sorical, per carità legittima, ma impensabile fino a poco tempo fa. Così facciamo un passo indietro di vent’anni”. Brunetti è amareggiato, certo, ma per nulla rassegnato. Il suo compito sarà quello di convincere i vertici Sorical della bontà delle intenzioni del Comune. Perché di questo si parla.

Domani a Catanzaro, probabilmente insieme all’assessore Irene Calabrò, alle ore 11 incontrerà i commissari liquidatori e porterà in dote un pacchetto di azioni che Palazzo San Giorgio ha pensato di mettere in campo per tamponare la situazione. Brunetti insomma potrà dire di avere una somma da pagare subito, e di rimodulare un piano di rientro che l’amministrazione si impegna ad onorare.

Ma come succede in situazioni di questo tipo non può essere soltanto il tintinnio dei soldi a condurre la trattativa. Brunetti lo dice a chiare lettere.

“Noi vogliamo dimostrare che nonostante le difficoltà economiche dell’Ente siamo pronti ad assumerci un impegno economico non indifferente, ma dall’altra parte deve anche prevalere il buonsenso”.

Buonsenso che non può abdicare in favore del solo dio denaro. C’è infatti da considerare il periodo in cui tutto questo sta accadendo, ed è impensabile immaginare ad una città assetata proprio nel periodo natalizio. Ma non solo. Perché la situazione a lungo andare potrà anche generare un problema più generale di igiene pubblica che non va neanche sottaciuto. In tal senso il ricorso alla Prefettura non farebbe una piega.

Certo si spera di non dover ricorrere a questi “espedienti”. Si spera che il famoso buonsenso possa impossessarsi degli attori protagonisti di questa vicenda.

Un po’ come successe qualche settimana fa, con le discariche chiuse solo per la Città metropolitana di Reggio…

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