Reggio, riaffiora dalla sabbia un pezzo di storia. Reperto e simbolo importante per l'intera città - FOTO

Sarà il primo reperto del rinnovato Museo Civico di via Reggio Campi importante per ricostruire la memoria cittadina

Ha fatto di tutto per essere notato e alla fine ci è riuscito. Prima attorno al cippo marmoreo, poi aiutato dal mare si è nascosto (ma non troppo) sotto la sabbia, vicino al continuo passeggio dei reggini.

Qualcuno lo aveva già visto, come dimostrano le foto su Facebook, e aveva anche segnalato la sua presenza in spiaggia sul Lungomare Falcomatà.

Parliamo del ritrovamento, nel primo pomeriggio di ieri, e del contestuale recupero di un manufatto lapideo che giaceva da tempo sulla spiaggia del Lungomare Falcomatà, nelle immediate vicinanze del monumento a Vittorio Emanuele III e che, proprio nel giorno di San Valentino, si è ricongiunto con la città consegnandosi ai reggini.

Merito della cittadina Daniela De Blasio e della sua perseveranza nel voler ridar vita ad un oggetto dal valore storico ma soprattutto simbolico.

“Passeggiavo col mio cane e all’improvviso ho notato un oggetto strano che riaffiorava dalla sabbia – spiega ai nostri microfoni Daniela De Blasio – Ho capito subito che si trattava di una colonna dal valore storico e ho immediatamente segnalato la sua presenza alla Soprintendenza”.

Dalle parole ai fatti. A poche ore dalla segnalazione si è passati alle operazioni di recupero condotte grazie ad una stretta sinergia istituzionale dal personale della Squadra Volante della Questura di Reggio Calabria, dal personale del Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica, sotto il controllo del personale tecnico-scientifico della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia e con la collaborazione del personale del Servizio Tutela e Valorizzazione dei Beni Culturali dell’Assessorato alla Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Comune di Reggio Calabria. Il tutto con la collaborazione gratuita dell’impresa COBAR di Bari.

Un ritrovamento, è bene sottolinearlo, che porta alla luce e che mette nella disponibilità dei cittadini un reperto non troppo antico, ma dall’alto valore simbolico.

“Il manufatto lapideo, segnalato a più riprese da numerosi cittadini – si legge nel comunicato del Ministero per i beni e le attività culturali – sembra potersi attribuire dunque, per caratteristiche tecniche, ad una bitta di incerta datazione utilizzata per l’attracco di imbarcazioni. Solo attente analisi potranno stabilire meglio cronologia e funzione del reperto, che nel frattempo è stato depositato negli spazi dell’istituendo Museo Civico reggino presso l’ex Monastero della Visitazione”.

Seguiranno adesso i dovuti accertamenti da parte della Soprintendenza nella persona di Fabrizio Sudano e Sara Bini che coordineranno le operazioni di restauro e studio dell’oggetto custodito presso il Museo Civico al Monastero di via Reggio Campi.

Intanto, in attesa di capire la valenza storica del reperto, ciò che più colpisce agli occhi dei cittadini e degli organi di stampa è sicuramente la cooperazione tra forze dell’ordine, cittadini ed istituzioni nel voler restituire alla propria città, in modo armonico e trasparente, un bene che appartiene alla storia di Reggio.

“Sono convinta che il mare custodisce innumerevoli reperti, anche più importanti di quello appena trovato. La nostra storia e gli studi degli esperti dimostrano come lo Stretto sia ricco di tesori nascosti – conclude Daniela De Blasio – Sono soddisfatta e orgogliosa del ritrovamento e di come è stata gestita la vicenda. Grazie alla Soprintendenza ed in particolare alla Polizia di Stato per l’intervento tempestivo. Ciò che oggi il mare ha restituito alla città è dunque, al di là del valore storico ed artistico, un simbolo che ha unito i cittadini nel solo interesse di Reggio”.

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