Rinvio della urne in Calabria, Marziale: 'Una sventura da evitare'

L'ex Garante per l'Infazia Antonio Marziale contro l'ipotesi di rinvio delle prossime elezioni regionali in Calabria

Il sociologo Antonio Marziale si è espresso in merito al possibile rinvio delle elezioni regionali in Calabria.

“Nessuno tiene la Calabria nella dovuta considerazione”

 

consiglio regionale calabria

Il sociologo Antonio Marziale, che nella scorsa legislatura regionale ha ricoperto il ruolo di Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria non accetta di buon grado il rinvio delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale. Definisce addirittura l'ipotesi come una "iattura per la Calabria".

Nello specifico, Marziale dichiara che:

“La paventata ipotesi di rinviare ulteriormente, addirittura a settembre o ad ottobre, le elezioni, costituisce una iattura non comune alle altre amministrazioni interessate alle consultazioni. Per la Calabria, significa rimanere in una emergenza dentro l’emergenza. Nei parametri di un lusso che non si può permettere”.

Inesistente Corecom e Garante per l'Infanzia

Il sociologo, con la consapevolezza di chi conosce per esperienza passata, uffici, competenze ed intera macchina organizzativa, precisa inoltre che:

“L’attività legislativa del Consiglio è limitata ad atti indifferibili ed urgenti. Le proposte legislative delle Commissioni non oltrepassano l’uscio della stanza dove vengono elaborate. Per non parlare di uffici allo stato inesistenti, come il Corecom e il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Tutto in un territorio che avrebbe urgente necessità di una programmazione ordinaria per uscire da un’emergenza che precede il Covid e gli succederà a tinte sempre più fosche”.

Per Marziale:

“È chiaro ai più che il rinvio sarà ufficialmente dichiarato su scala nazionale per il contenimento della pandemia, ma la ragione di fondo è quella di non guastare il clima da “volemose bene” necessario a mantenere in piedi il Governo delle larghe intese. Ed è altrettanto vero che lasciare la Calabria in queste condizioni significa non tenerla in considerazione, come sempre”.