Verso le regionali, Il Pri boccia il centrosinistra: ‘Sosterremo chi garantirà equilibrio territoriale’

I repubblicani reggini bacchettano sindaco e giunta e dicono ‘no’ a candidature calate dall’alto. Ponte? ‘Una fobia’

Il Partito Repubblicano di Reggio Calabria batte un colpo e si prepara alla tornata elettorale che porterà al rinnovo del Consiglio regionale. Il gruppo dirigenziale sotto la guida del responsabile regionale Beniamino Scopelliti, del responsabile Area Metropolitana Carmelo Palmisano e della sezione reggina Demetrio Giordano, sembrano avere le idee chiare soprattutto in merito a chi non appoggiare. Aspra, infatti, è la critica all’amministrazione comunale in carica.

“Liberare” i reggini

“Se per le elezioni regionali si dovesse scegliere un Partito con cui allearsi sarebbe molto difficile per i repubblicani stare in compagnia del Partito le cui massima rappresentanza istituzionale reggina ha disastrato Reggio Calabria”.

Non lascia spazio a fraintendimenti la risultante del dibattito dei repubblicani svolto – si legge in una nota - nello “spirito del nuovo modo di pensare l’impegno politico/sociale del nuovo gruppo dirigente”, che guarda con attenzione alle politiche giovanili e allo sviluppo del comprensorio di competenza.

La critica alla maggioranza e al sindaco Giuseppe Falcomatà si intreccia quindi alle scadenze elettorali all’orizzonte.

Secondo i repubblicani la guida dell’attuale giunta e il Consiglio, “appare poco incisiva e a volte non adeguata per dare una vera svolta agli atavici problemi che affliggono i cittadini”, e non capace di dare spazio a chi avrebbe le qualità di emergere:

“Si prende atto che in giunta siede qualche assessore che potrebbe esprimere potenzialità positive per la città ma che, tuttavia, non è messo in condizione di programmare e agire, nel rispetto di Pensiero ed Azione”.

Da qui l’auspicio che

“lo Stato faccia il suo dovere per la liberazione dei reggini da un giogo frutto di brogli”.

Si all’equilibrio territoriale

Volgendo quindi l’attenzione alle prossime elezioni regionali il Pri lancia messaggi ai potenziali alleati, intanto premettendo di essere un partito di minoranza e poi aggiungendo

“la ragione e le idee quasi mai si conciliano con la maggioranza fatta da aggregazioni il cui obiettivo finale è l’interesse personale o quando va bene del proprio Partito”.

I repubblicani calabresi mettono in guardia sul proliferare di candidature prive di un disegno politico che possa coinvolgere su obiettivi comuni prima concordati.

“Non accetteremo candidature prive di conoscenza del territorio come non accetteremo candidature calate dall’alto da leader politici che a stento riescono a sapere dove si trova la Calabria. In breve i repubblicani sosterranno politicamente la personalità che garantirà equilibrio territoriale tra le cinque province. Non si tratta di campanilismo: infatti non interessa l’anagrafe ma le idee di chi dovrà governare la Calabria”.

No al Ponte

Di certo però c’è che i repubblicani calabresi non vedono di buon occhio il rifiorire dell’eterno dibattito attorno al Ponte sullo Stretto che definiscono “una fobia”:

“Possiamo affermare che non avendo idee e progetti per il Recovery Plan si sceglie la via più facile ed inutile del Ponte sullo Stretto. Qualcuno faccia una seria analisi costi-benefici, ma non per l’Europa, bensì per Reggio e il suo hinterland”.

Da qui il richiamo alla necessità, prima di votare, di sciogliere altri nodi atavici riguardo il settore dei traposti:

“Chiunque sarà il candidato sarà essenziale che dica casa vuol fare dell’aeroporto di Reggio Calabria”.