Regione, Catalfamo pronta alla sfida della giunta: 'A disposizione della terra che amo'

Intervista del neo assessore a Infrastrutture e trasporti. Aeroporto, Ss106, Gallico-Gambarie: ecco il punto della situazione

Domani sarà un giorno importante per la Calabria. Finalmente, dopo il voto dello scorso 26 gennaio, domani si riunirà la giunta guidata dalla presidente Jole Santelli che l’ha completata solo cinque giorni fa. La reggina Domenica Catalfamo è pronta e grintosa al punto giusto per questo esordio nell’esecutivo targato Santelli. Professionista stimata e d’esperienza – soprattutto per i venti anni di servizio prima alla Provincia e poi alla Città metropolitana – la Catalfamo non nasconde l’emozione per la nomina:

“Per me è stata una notizia improvvisa – dice ai microfoni di Citynow intervistata dal direttore Vincenzo Comi -. Ma non c’è stato molto da riflettere. È stato molto emozionante. Pensare di mettersi a disposizione della terra che si ama, anche in questo momento così difficile, è stato stimolante ed emozionante. Spero di ripagare la fiducia del presidente che mi ha assegnato queste deleghe importanti, con i riflessi che avranno sul territorio”.

E non c’è stato letteralmente tempo neanche per ambientarsi nel nuovo ruolo. L’emergenza Covid-19 è sempre più pressante, e Domenica Catalfamo si è ritrovata – proprio in ragione delle deleghe di cui è titolare – catapultata sul campo d’azione. Il neo assessore promuovendo le scelte e le ordinanze fin qui emanate dalla Santelli e le definisce “doverose e tempestive” rispetto a quello che è avvenuto nel resto d’Italia:

“Non abbiamo perso tempo e siamo arrivati primi rispetto agli altri. Non capisco da cosa è determinato questo meccanismo di ritorno al sud. Il mio ruolo è stato quello di individuare tutti i varchi da cui potevano arrivare i flussi. Mi sono relazionata con le Prefetture e con l’Anas, per individuarli. Ora occorre fare rete in un momento così difficile in cui non ci si può incontrare. E mi sembra che abbia funzionato. Oggi il prefetto di Reggio mi ha detto che i dati sono confortanti e i flussi molto contenuti”.

Tenendo sempre presente l’emergenza sanitaria in atto, la Catalfamo deve ora tuffarsi in un contesto diverso da quello precedente:

“Le deleghe sono così complesse e articolate che non so da dove cominciare – dice sorridendo -. Da domani tenterò di entrare a regime con le tematiche più urgenti, sbrigando il lavoro in scadenza, perché la Calabria non si può permettere di perdere neanche un euro. Cercherò di mettere ordine su alcuni punti. Ho già sentito i dirigenti, ed abbiamo approfondito alcuni aspetti. Alcune cose vanno attenzionate più di altre, e credo ci siano tutti i presupposti per partire e per farlo velocemente”.

Viabilità, aeroporto, infrastrutture, sono i settori chiave per rilanciare una regione ferma al palo, e diventano fondamentali per aiutare la Città metropolitana a rimettersi in carreggiata.

L'aeroporto Tito Minniti

Riguardo all’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”, Catalfamo confida che presto si incontrerà con i vertici della Sacal:

“Tutti gli scali avranno l’attenzione massima, ma Reggio deve recuperare la posizione di aeroporto strategico che le dà il suo nome, e le attenzioni saranno tante. Con Sacal ci confronteremo per le strategie da porre immediatamente in atto”.

Per il neo assessore, più che di sbagli, si deve parlare per il sistema aeroportuale, di una impostazione molto particolare in una regione in cui gli aeroporti hanno delle proprie peculiarità:

“Ognuno – dice - ha bisogno di un approccio diverso. In atto c’è una società di gestione che li coordina contemporaneamente, ma serve una politica di sistema e sinergica che valorizzi i singoli scali. La Calabria non è l’Emilia Romagna, basti pensare alla densità di abitanti, e alla viabilità non sempre all’altezza di poter servire l’utenza”.

La Statale 106

A proposito di viabilità la Catalfamo pone l’accento sulla Statale 106, la famigerata strada della morte. Ricorda che per essere funzionali, le statali devono essere collegate con i capoluoghi di provincia o comunque con le città più importanti:

“Ci saranno dei confronti serrati con Anas, per una corretta programmazione anche dei fondi comunitari. Queste opere sono imprescindibili, perché senza collegamenti non c’è sviluppo”.  Discorso più complesso per la Gallico – Gambarie di cui, fino all’altro ieri, era anche il responsabile unico del procedimento. Nel ricordare la “scommessa tecnico politica” che ha permesso il finanziamento dell’opera, ha ricordato che oggi i cantieri sono fermi proprio per l’emergenza sanitaria in corso, e aggiunge: “Effettivamente negli ultimi mesi c’è stata una flessione, dovuta ad alcune difficoltà dell’azienda. Oggi però è stato approvato il decimo sal, quindi, superato abbondantemente il 50% dell’importo finanziato. Allo stato attuale manca la rotatoria a mulini di Calanna e l’innesto sulla ex provinciale 7, oggi a gestione Anas. Le opere da fare sono complesse, ma deve essere conclusa assolutamente, fosse anche l’ultima cosa di cui mi occuperò. Il tempo massimo che ci siamo dati (compatibile con il Por) è il 2023; il tempo della nuova concessione è il 2021. Se le cose dovessero andare come devono, speriamo che il prossimo anno di questi tempi possiamo vedere qualcosa di realizzato”.

Da sempre favorevole al Ponte sullo Stretto, si dice disposta ad appoggiare eventuali iniziative di ripresa del progetto. Il tutto ovviamente previa consultazione con la presidente e la giunta, ma per lei rimane un’opera imprescindibile: “In qualunque altro paese – afferma – sarebbe stato già costruito”.