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Il richiamo di Natuzza in Calabria nel giorno della festa della mamma


Continuano gli appuntamenti con la rubrica di CityNow “Miti di Calabria“, nata per farvi conoscere le più famose leggende che abbracciano la nostra terra, le tradizioni popolari, religiose e gli intramontabili miti.

Oggi, 14 maggio 2017, si celebra la festa della mamma e qui in Calabria in questo giorno speciale le strade di Paravati (Mileto provincia di Vibo Valentia) solitamente si riempono di gente, proveniente da ogni parte d’Italia. Il motivo? Il richiamo di Natuzza.

Sono passati più di sette anni dalla morte di questa donna, ma nonostante ciò la frazione di Mileto appare gremita di pellegrini in questa festività creando una vera e propria invasione di amore e di fede.

Natuzza nasce a Paravati e il padre, Fortunato, prima che lei nascesse per contribuire economicamente al sostegno familiare, era emigrato in Argentina. Egli non tornò mai più e lì si creò un’altra famiglia. La madre, Maria Angela Valente, rimasta sola con numerosi figli da accudire, si adattò ai lavori più umili per sfamare la famiglia. La bambina non ricevette una particolare formazione religiosa e cercò di aiutare e accudendo tutti gli altri fratelli, senza poter frequentare regolarmente la scuola. Proprio per questo la ragazza un livello di istruzione molto limitato.

A soli 14 anni andò a lavorare come domestica in casa di un avvocato ma dopo poco tempo Natuzza e secondo il mito si ritrovò al centro di presunti fenomeni paranormali, come ad esempio la visione di persone che erano già defunte. Nel 1941 si ritirò dal lavoro e andò a vivere dalla nonna materna decidendo di farsi suora, ma venne sconsigliata, proprio perché protagonista di tutti quegli episodi considerati inquietanti.

La madre decise allora un matrimonio combinato, con un giovane falegname, che in quel momento prestava servizio nell’esercito. Insieme ebbero cinque figli e alcuni anni dopo Natuzza diede vita ad un’associazione (poi diventata fondazione, presso cui Natuzza ha trascorso il resto della sua vita) con l’obiettivo di creare a Paravati un complesso che comprendesse un santuario mariano, strutture per l’assistenza medica e centri per giovani, anziani, disabili, tra cui, già realizzati, il centro anziani “Pasquale Colloca” e quello per i servizi alla persona “San Francesco di Paola”. Ispirati dalla donna e dalla sua testimonianza di fede sorsero inoltre, dal 1994, dei “Cenacoli di preghiera”.

Durante la sua vita pare che sperimentò numerosi doni mistici, rivivendo in ogni Venerdì Santo la passione del Signore e ricevendo sulla propria carne le stimmate dei chiodi. Le croste delle stimmate hanno spesso mostrato immagini di ostie e di volti di Gesù, mentre il sangue uscito dalle ferite componeva delle scritte e dei disegni sacri sulle lenzuola. Anche le sue bilocazioni e la capacità di preveggenza sono state testimoniate da innumerevoli persone.

Natuzza morì a causa di un blocco renale il 1º novembre 2009 nel centro per anziani che lei stessa aveva fondato e tutt’oggi viene considerata come la famosissima mistica veggente calabrese.

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