Saline Joniche, ambiente e territorio al centro del meeting all’Osservatorio Oasi Pantano
Esperti, ambientalisti e amministratori si confrontano all’Oasi Pantano di Saline su ambiente, costa, sostenibilità e territorio grecanico
28 Agosto 2026 - 08:32 | Comunicato Stampa

Non si può più sbagliare: nelle ultime ore le ennesime catastrofiche notizie che arrivano, questa volta dal Tetto del Mondo, sui disastri da ricadute a terra della crisi ambientale, dopo lo sgomento, ci spingono con forza a riflettere che i territori, ormai ovunque, non sopportano più ritardi nell’affrontare le misure necessarie di difesa ecologica globale e soprattutto i progetti sbagliati e impattanti che ne indeboliscono ulteriormente le strutture, invece che risanarle, completando lo scasso di ecosistemi già fragili e delicati.
Il meeting di Saline joniche
Di questo si parlerà nel meeting di Saline Joniche di venerdì 28 agosto, dopo le 19 (orario spostato per il gran caldo del periodo, che peraltro ci rammenta ulteriormente la gravità della situazione).

Dopo la visita al patrimonio ornitologico e l’assaggio di prodotti locali, allietato da musica e giochi, ci sarà l’assemblea, con la partecipazione di esperti, ambientalisti, studiosi, operatori socioculturali e amministratori, che farà un punto sui problemi, ma per fortuna anche sulle azioni positive, in evoluzione nell’area di Pantano, sulla costa Jonica Reggina, nell’ambito dell’Area Grecanica e bacino Amendolea, fino all’intera subregione meridionale dell’Area dello Stretto.
Le prospettive per il Pantano
Per quanto riguarda il Pantano, si ricorderà che le azioni, proposte nell’ambito della ricerca UNIRC/AGRARIA coordinata dal prof. Giuseppe Bombino e delle prospettive progettuali dall’Arch. Rocco Gangemi, suggeriscono che con la rimozione di alcune barriere infrastrutturali, ormai inutili, obsolete e abbandonate, e con migliori relazioni con il patrimonio idrico locale, si potrebbe fortemente consolidare l’ecosistema esistente, ricostituendone l’unitarietà e la dotazione idrica.
La difesa della costa Jonica reggina e calabrese
Per quanto riguarda la costa Jonica reggina e calabrese in generale si rifletterà sul fatto che i danni e i dissesti, provocati nei mesi scorsi dalle bombe d’acqua e dagli uragani da crisi ecoclimatiche sui nostri territori, hanno dimostrato ancora una volta quanto gli studi scientifici in tema di ambiente costiero sostengono da molti anni: a fronte dell’innalzamento generalizzato delle acque e dell’intensità delle mareggiate attuali e prossime future, le difese di cemento anche armato sono inutili.
Come hanno dimostrato gli sconquassi che l’uragano Harry ha comportato su strutture completate anche di recente, per esempio sui lungomari di Catanzaro Lido, Melito e San Lorenzo, pure ristrutturati pochissimo tempo fa, ma con tecnologie ormai bocciate dagli eventi. Le coste si proteggono consolidando gli ecosistemi naturali, come l’EPA, l’agenzia americana per l’ambiente, con il suo programma di Coastal Management, sostiene e spiega da tempo. E come succede nei migliori casi positivi esistenti di difesa costiera. Quello che si sta tentando di fare, unico esempio nell’Italia meridionale, è a Condofuri, con il progetto di Parco a Mare.
Gli altri progetti per il territorio grecanico
Ancora si parlerà dell’importanza di altri progetti in corso, come l’istituendo Museo della Cultura, dell’Ambiente e della Storia del territorio grecanico, con la crescita dei progetti di escursionismo esperienziale, il rilancio di agroecologie sane e la rivalorizzazione di numerosi borghi. Altri interventi legheranno le azioni di sostenibilità in corso nei contesti locali alla più generale tutela e valorizzazione del patrimonio ecopaesaggistico e territoriale dello Stretto.
L’appuntamento è presso l’Osservatorio Oasi Pantano di Saline venerdì 28 agosto, dopo le 19.
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