Sequestrati oltre 400 fuochi pirotecnici nel Reggino: denunciato 66enne

Circa 74 kg di polvere da sparo in assenza di titolo autorizzativo, destinato alla vendita al dettaglio in occasione delle prossime festività

A Montebello Jonico, i Carabinieri, nell’ambito di controlli volti al contrasto dell’illecita detenzione di materiale pirotecnico, hanno denunciato in stato di libertà P. D., cl.54 del luogo, per omessa denuncia, fabbricazione/commercio abusivi e omessa custodia di materie esplodenti.

MATERIALE PIROTECNICO SENZA TITOLO AUTORIZZATIVO

In particolare, i militari dell’Arma, durante una perquisizione locale, hanno rinvenuto all’interno del garage di proprietà del denunciato, materiale pirotecnico, in assenza di alcun titolo autorizzativo e senza alcuna cautela nella custodia, in violazione delle disposizioni di legge che impongono un limite alla detenzione fissato in kg. 50.

Il materiale sequestrato, custodito in locali non idonei e quindi costituente pericolo per l’incolumità personale, familiare e pubblica per la presenza nella zona di altre civili abitazioni, consisteva in 403 colli di fuochi pirotecnici di categoria f2, contrassegnati da certificazione "CE", contenenti 73,5 Kg di polvere da sparo, destinato alla vendita al dettaglio in occasione delle prossime festività di fine anno.

Sul posto è intervenuto personale specializzato degli artificieri del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria che, analizzando ogni singola fattispecie di artifizio pirotecnico nonché l’enorme quantitativo rinvenuto, hanno dettagliatamente evidenziato un livello di pericolosità alto, soprattutto in relazione alle modalità di custodia non conformi.

I controlli dei Carabinieri proseguono per dare un freno alla malsana consuetudine di vendere prodotti pirotecnici sotto banco, che costituiscono un pericolo per grandi e piccini, incoscienti del fatto che spesso e volentieri i materiali acquistati, oltre ad essere venduti in totale assenza di autorizzazione ed in violazione di legge, vengono prodotti in aree geografiche diverse dalla nostra, dove la sicurezza dell’utente finale passa in secondo piano per privilegiare prezzi di produzione contenuti ed introiti da destinare alle organizzazioni criminali che non si fanno alcuno scrupolo nel mettere a repentaglio l’incolumità altrui.