Strage in mare: 13 cadaveri in due settimane tra Calabria e Sicilia e l’ombra del Ciclone Harry
Il mare restituisce i resti di una tragedia senza fine tra le coste siciliane e calabresi. La mappa dei ritrovamenti
21 Febbraio 2026 - 06:32 | Comunicato Stampa

Sono già 13 i cadaveri di possibili migranti annegati recuperati in mare nelle ultime due settimane di fronte alle coste siciliane e calabresi. In alcuni casi, i corpi sono stati ritrovati già in stato di decomposizione.
L’ultimo ritrovamento è avvenuto ieri sulla spiaggia di Torrazza, a Petrosino, comune situato tra Marsala e Mazara del Vallo. Due giorni fa, al tramonto, un altro corpo è stato individuato nel mare di San Vito Lo Capo da un pescatore che stava esplorando la costa dopo giorni di bufera. Martedì sera, un ulteriore recupero è stato effettuato di fronte a Custonaci, sempre nel trapanese.
Cronologia dei ritrovamenti tra Sicilia e Calabria
Andando a ritroso nel tempo, si registrano diversi altri episodi:
- Domenica 15 febbraio: individuato un uomo con giubbotto salvagente di fronte alla costa meridionale di Marsala.
- Giorni precedenti: cinque corpi senza vita recuperati al largo dell’isola di Pantelleria.
- 5 febbraio: un corpo è emerso vicino all’isola della Colombia, di fronte al porto di Trapani.
- Coste calabresi: tre cadaveri sono stati rinvenuti sulle coste tirreniche del Vibonese e del Cosentino.
Tutti i corpi appartengono a possibili migranti annegati a causa del naufragio dei loro barconi dovuto al maltempo, tra cui il violento ciclone “Harry” verificatosi tra il 18 e il 21 gennaio.
L’identificazione risulta quasi sempre impossibile a causa dell’avanzato stato di decomposizione o per le condizioni dei resti divorati dai pesci, rendendo spesso difficile distinguere persino il sesso delle vittime.
Fonte: Ansa Calabria
