Sudisti italiani a Mediaset: 'Anche Vittorio Feltri deve le sue scuse ai cittadini del Sud'

Dopo il caso della signora di Ischia a Domenica Live, i Sudisti chiedono a Mediaset le scuse di Vittorio Feltri

Ieri sera, nella trasmissione Domenica Live, andata in onda su Canale 5, la padrona di casa e conduttrice Barbara D'Urso, ha invitato la Signora di Ischia a formulare le scusa per il messaggio veicolato sul suo profilo Facebook, mediante cui inveiva contro i turisti provenienti dal Nord Italia per soggiornare a Ischia. Tale messaggio, a detta dell'interessata, era stato lanciato per paura del contagio da coronovirus.

“Non si tratta di razzismo. I Settentrionali hanno definito e definiscono ancora  noi  meridionali "terroni". Nel mio caso, si tratta di tutelare la salute delle persone  che vivono nei nostri territori. Siamo, infatti, in stato di calamità pandemica” - ha dichiarato la Signora, la quale ha fatto pensare ad un atteggiamento razzistico.

In merito, noi Sudisti dichiariamo:

"Siamo impegnati per il riscatto socio-economico del nostro popolo e per difenderne i diritti che, nel corso della storia italiana, sono stati elusi. Siamo, altresì, un movimento nato con l'intento di contrastare ogni forma di discriminazione sociale e razziale. Per tale ragione, prendiamo le distanze dalla cittadina di Ischia per quanto attiene le modalità di trasmettere i propri messaggi, se pur diretti alla tutela della salute dei cittadini di Ischia. Ci preme sottolineare di essere vicini a tutti i cittadini italiani che vivono il dramma creato dal coronavirus.

Il popolo meridionale è un popolo solidale e ospitale per tradizione e cultura e ciò che ha fatto la signora non ci rappresenta, nonostante comprendiamo che la paura del coronavirs sta suscitando nelle persone un panico smisurato.

Occorre, tuttavia, per onestà intellettuale e per amore della verità storica far presente che, sin dal sorgere dello Stato Italiano, dal dopoguerra fino ai nostri giorni,
molti cittadini del Nord Italia e qualche giornalista hanno etichettato i meridionali con ogni sorta di definizione molto offensiva, tra le quali le più note a tutti sono "terroni", "puzzolenti", "parassiti" e "sporchi".

È ben noto a tutti che Vittorio Feltri ha scritto articoli giornalistici, i cui titoli sono molto offensivi della dignità dei meridionali. Stupisce il fatto che nessuno, a parte qualche giornale del Sud Italia, ha mai chiesto al giornalista le scuse per le offese dirette al popolo meridionale. Chiediamo a Barbara D'Urso e a Mediaset, nota per il senso di equità, nota per essere veicolo di un' informazione democratica e corretta, di invitare anche Vittorio Feltri nella stessa trasmissione al fine di formulare le scuse ai meridionali offesi.

Se è vero che la signora ischitana ha sbagliato ed è stata invitata a chiedere pubblicamente scusa ai settentrionali e a tutti gli italiani, è altrettanto vero che Feltri ha offeso il popolo meridionale e deve anch'egli chiedere scusa. La par condicio non ha distinzioni di classe e di posizione geografica. È una questione di giustizia e di verità nei confronti dei telespettatori e nei confronti del popolo meridionale, che ha un' anima e un'innegabile sensibilità, nonché indiscutibile dignità.

Feltri ha insultato ed offeso il popolo meridionale, in modo ancora più grave della signora di Ischia, in quanto è un giornalista affermato ed ha utilizzato le pagine di un giornale molto letto ed affermato. Dov'è la deontologia professionale di Feltri?  Mediaset chieda a Vittorio Feltri di formulare le scuse ai cittadini del Sud Italia, che sono portatori di dignità alla pari dei cittadini del Nord Italia.

Vittorio Feltri è un giornalista e comunica per iscritto su autorevoli giornali. Non può ratificare la libertà di offesa, perché il giornalismo condanna la libertà di offesa. Siamo una nazione civile. Mediaset, per senso di giustizia e perché  ama i cittadini del Sud Italia, non negherà al popolo meridionale la richiesta delle scuse da parte di  Vittorio Feltri. Ringraziamo per la sensibilità che Mediaset vorrà dimostrare in proposito".

Fonte: Simone Passanetti Movimento Sudisti Italiani