Tir a Pentimele, Fondazione Mediterranea: ‘Comune miope e senza visione’

"È quanto di peggio sarebbe potuto accadere per la nostra portualità, che solo a parole viene indirizzata allo sviluppo di attività turistiche che portano reddito e occupazione", afferma Vitale

Fiera Campionaria Reggio Calabria Pentimele

Possiamo dire che la relazione del presidente dell’autorità portuale, ascoltato dalle Commissioni Consiliari, sia stata un tantino deludente? Con questa domanda retorica si apre l’intervento del dr. Vincenzo Vitale, presidente della Fondazione Mediterranea, sul problema dell’identità dello scalo portuale reggino.

Vertente su riqualificazione, sviluppo e rapporti con la città, la relazione non ha affrontato i temi più scottanti e si è limitata a rendicontare il già chiaro e definito, tenendosi bene alla larga da alcuni aspetti controversi del futuro del porto reggino.

In altri termini, parlare solo dell’importanza del Museo del Mare e della riqualificazione della banchina di ponente per l’ospitalità al turismo crocieristico, non è quello che si sarebbe aspettati.

Probabilmente Ciccio Rizzo non è stato nemmeno sollecitato a farlo, ma il tema scottante che si sarebbe dovuto affrontare, cogliendo l’occasione dell’incontro, sarebbe stato quello dei previsti attracchi immediatamente a nord del porto reggino per la movimentazione dei tir che oggi attraccano a Villa San Giovanni.

La questione, pur nota ma non troppo, si può così riassumere. Villa San Giovanni soffre di una situazione critica, con oltre 50 morti di tumore l’anno presumibilmente per i livelli eccezionalmente alti di benzene e altri idrocarburi cancerogeni, imputabile esclusivamente al traffico del Tir di passaggio.

Lo spostamento a Messina del traffico Tir dalla rada San Francesco al porticciolo di Tremestieri, ha reso più onerosa la tratta Villa-Messina rispetto a quella Reggio-Messina: la soluzione proposta dalle società Caronte & Tourist S.p.A. e Diano S.p.A., mosse da una loro legittima strategia aziendale finalizzata al contenimento dei costi, è quella di realizzare un nuovo molo, trasferendo i flussi di traffico di camion, tir ed autoarticolati dall’approdo attuale a quello di Pentimele.

Dopo un travagliato iter, non sufficientemente ostacolato da Comune e Città Metropolitana, fortemente osteggiato dalla Fondazione Mediterranea che aveva caldeggiato la soluzione alternativa del trasferimento degli attracchi da Villa alla località Bolano, posta al confine comunale costiero nord di Reggio, sembra che la malaugurata ipotesi del trasferimento degli attracchi a Pentimele abbia ottenuto tutti i permessi tecnici.

È quanto di peggio sarebbe potuto accadere per la nostra portualità, che solo a parole viene indirizzata allo sviluppo di attività turistiche che portano reddito e occupazione mentre nei fatti gli approdi mettono a rischio la realizzazione di strutture per la nautica da diporto a nord dell’imboccatura portuale.

La cosa ancor più grave è che, dati alla mano, la creazione degli approdi in località Bolano avrebbe consentito alle società armatrici gli stessi risparmi per ottenere i quali si è portato avanti il progetto Pentimele che, pur tralasciando la questione sanitaria di cui oggi soffre Villa, bene che vada comporterà un surplus di traffico sugli svincoli autostradali e sull’entrata in città tramite il lungomare.

In sintesi, riportando uno stralcio del comunicato diffuso al termine della conferenza stampa a suo tempo indetta dalle associazioni che si sono opposte al progetto Pentimele, il sito di Bolano:

  1. è lontano da centri abitati,
  2. è pianeggiante,
  3. consente di ridurre nella stessa identica quantità il percorso delle navi con Tremestieri (240 metri in più rispetto Reggio),
  4. fa risparmiare tempo e strada ai TIR che possono immettersi in una strada a loro dedicata dallo svincolo a raso di Campo Calabro.

Tale scelta consentirebbe di:
a) eliminare le pressioni ambientali di cui è stata vittima Villa S.G., senza trasferirle ad altri centri densamente abitati (Catona non sarebbe interessata),
b) accorciare nella stessa misura le rotte dei traghetti,
c) non nuocere allo sviluppo turistico del porto di Reggio,
d) eliminare le lunghe file autostradali in caso di mancato funzionamento delle navi.

Tutte queste considerazioni sono state fatte ampiamente proprie dalla Fondazione Mediterranea che, nel novembre del 2019, aveva organizzato un incontro tra i vertici dei comuni di Reggio e Villa, Giovanni Siclari e Giuseppe Falcomatà, finalizzato a far prevalere le ragioni del buon senso e della razionalità su ipotesi sganciate da una sana logica di sviluppo territoriale.

Tutto tempo perso ed energie sprecate. Ancora una volta si deve constatare, conclude Vitale, che Reggio paga lo scotto di una condotta amministrativa miope e sostanzialmente guidata senza avere un’idea compiuta di città.