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Taibi: ‘Su Granillo e S. Agata mi avevano garantito l’utilizzo. Non possiamo andare avanti così’

Taibi Branca Praticò Reggina

La Reggina vive un momento assai delicato. Insieme alle difficoltà economiche a dire il vero mai nascoste, c’è un rettangolo di gioco che non esprime ciò che in realtà DS e tecnico immaginavano all’inizio di questa stagione. Le problematiche anche dipendenti da altri non sono mancate, vedi rinvio del campionato, partite non giocate, altre che hanno visto gli amaranto costretti a scendere in campo a distanza di due giorni. E poi l questione Granillo, probabilmente la più pesante, quella che sta fortemente condizionando una squadra giovane e quindi soggetta a sbalzi di umore e comportamenti. Prova a darne spiegazione ai colleghi di Gazzetta del Sud Massimo Taibi: “Abbiamo bisogno della nostra vera casa, non è possibile dover andare sempre in trasferta. Quando sono arrivato a maggio mi era stato garantito che la Reggina avrebbe potuto usufruire sia del Granillo che del S. Agata.

Dopo qualche mese, invece, le cose sono cambiate, dispiace dirlo, in negativo. I calciatori anno necessità di allenarsi su una superficie in erba naturale, siamo penalizzati e speriamo che le cose si possano risolvere al più presto, non possiamo andare avanti così.

Le poche risorse disponibili non ci permettono di fare il passo più lungo della gamba, gli stipendi sono stati pagati comunque regolarmente, la famiglia Praticò sta facendo sacrifici enormi per tenere in piedi la baracca e va elogiata”.

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