Flotilla bloccata al largo di Creta, attivisti in piazza a Reggio: ‘Ennesima violazione del diritto internazionale’
Mobilitazione in piazza Carmine dopo l’intercettazione delle imbarcazioni dirette verso Gaza. Alecci: “L’Italia scelga da che parte stare”
01 Maggio 2026 - 08:06 | di Redazione
La vicenda della Global Sumud Flotilla arriva anche nel cuore di Reggio Calabria. Dopo l’intercettazione delle imbarcazioni dirette verso Gaza, avvenuta al largo di Creta, il Coordinamento Pro Palestina reggino ha promosso un presidio in piazza Carmine, rispondendo all’appello lanciato a livello nazionale dagli equipaggi di terra.
Secondo quanto denunciato dagli organizzatori, nella notte tra il 29 e il 30 aprile diverse barche della Flotilla sarebbero state bloccate da forze militari israeliane in acque internazionali. Le imbarcazioni trasportavano medicinali e aiuti umanitari, con l’obiettivo dichiarato di rompere l’assedio su Gaza.
Alcune delle barche, nei giorni precedenti, avevano fatto tappa anche in Calabria, rendendo la mobilitazione ancora più sentita sul territorio regionale.
Per i promotori, il blocco della Flotilla non rappresenta un episodio isolato, ma “l’ennesimo tentativo di fermare chi prova a rompere l’isolamento imposto al popolo palestinese”.
Alecci: “Una violazione del diritto internazionale”
Tra le voci della mobilitazione anche quella di Simone Alecci, componente del comitato direttivo dell’ANPI sezione Ruggero Condò.
“Nella notte tra il 29 e il 30 aprile diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono state bloccate, sabotate e private dei sistemi di soccorso e di emergenza da parte della Marina militare israeliana”, ha dichiarato Alecci.
Secondo l’esponente dell’ANPI, l’azione rappresenta “un’ennesima violazione del diritto internazionale” e avrebbe creato “una situazione di pericolo” per attivisti e attiviste impegnati nella missione.
Alecci lega la vicenda della Flotilla al quadro più ampio del conflitto in Palestina.
“La questione palestinese intreccia tante questioni. C’è la questione dei diritti umani, perché il genocidio sta proseguendo, e c’è una questione che riguarda direttamente anche il nostro Paese”.
Le accuse al governo italiano
Nel suo intervento Alecci punta il dito anche contro la posizione dell’Italia.
“Non bastano le dichiarazioni del governo che chiede la liberazione dell’equipaggio della Flotilla. Una serie di altre azioni compiute da questo governo hanno schierato ancora una volta l’Italia dalla parte sbagliata della storia”.
Il riferimento è ai rapporti politici, commerciali e militari con Israele. Alecci chiede una posizione più netta da parte delle istituzioni italiane, citando come esempio altri Paesi europei che hanno assunto scelte più dure nei confronti del governo israeliano.
Per l’esponente dell’ANPI, servono “leggi che sanciscano la fine di ogni rapporto militare ed economico con Israele” e anche “misure più radicali”, fino alla rottura delle relazioni diplomatiche.
L’appello al boicottaggio
Nel corso del suo intervento Alecci ha richiamato anche il ruolo dei cittadini e dei consumatori.
“È molto importante che consumatori e consumatrici si assumano l’onere di spiegare a colleghi, familiari e amici l’importanza delle attività di boicottaggio”.
Il riferimento è alla rete BDS, indicata da Alecci come uno strumento di pressione economica e politica nei confronti di Israele.
La mobilitazione reggina si inserisce così in una giornata di proteste in diverse città italiane. Da Reggio Calabria arriva un messaggio chiaro: la vicenda della Flotilla non viene letta soltanto come un fatto internazionale, ma come una questione politica che riguarda anche il territorio, le istituzioni italiane e la società civile.
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