Baba Sissoko al Miramare: “La musica? Una medicina di vita. Senza, vagheremmo perduti” – FOTO


di Pasquale Romano – “Sono un Afro-Calabrese”. E’ nella definizione eccentrica che Baba Sissoko dà di se stesso che si racchiude l’incredibile capacità dell’artista maliano di mescolare, unire, plasmare le infinite possibilità che la musica offre. Chiusura con il botto ieri per il ‘Play Music Festival‘, manifestazione svoltasi presso le ‘Officine Miramare‘ e che ha visto Sissoko esibirsi (dopo una prima parte in solitario) al fianco del chitarrista rock jazz Luigi Masciari.

Musicista polistrumentista e “griot”, cioè cantore delle tradizioni nazionali, muovendosi con disinvoltura tra etno, afrobeat e jazz Baba Sissoko è da diversi anni uno dei maggiori esponenti della musica etnica.

Polistrumentista versatile, Sissoko è impegnato soprattutto nella diffusione della musica tradizione africana, ‘rivista’ in chiave moderna e ben amalgamata con generi più occidentali. Radici orgogliosamente africane, ben piantate al terreno, non hanno impedito una maturazione artistica che lo ha portato a collaborare con musicisti internazionali del calibro di Youssou N’Dour e Buena Vista Social Club.

“Il concerto di stasera sarà particolarmente emozionante, dai grandi teatri e i palchi molto distanti dal pubblico mi troverò a fare i conti con un ambiente intimo, quasi familiare. Il contatto fisico con il pubblico favorirà la comprensione del mio messaggio musicale, fatto di rispetto nei confronti dell’essere umano e della natura.”

Pochi minuti prima di salire sul palco Baba Sissoko si concede ai microfoni di City Now. Coinvolgente l’entusiasmo del polistrumentista maliano, complicato racchiudere in poche parole il suo rapporto viscerale con la musica: “Posso solo ringraziare Dio per avermi dato questa bellissima possibilità, sentire, vedere e capire le vibrazioni emanate dalla musica. Mi ritengo un semplice messaggero di quest’arte, che ritengo debba essere sinonimo di libertà, senza alcun confine o limite”.

Culture che si mescolano, melodie che si intrecciano sull’unione di concetti popolari diversi. Il risultato, una musica che figlia di mondi differenti non ha padri: “Cosa saremmo senza la musica ? Niente -assicura Sissoko – vagheremmo perduti. E’ una medicina di vita, un’occasione unica che l’uomo ha per conoscersi meglio.”

La ‘valigia di suoni’ (titolo del Play Music Festival) del musicista africano è particolarmente piena, grazie alle diverse collaborazioni ed esperienze acquisite in decenni di carriera. “Stasera ‘la aprirò’ al pubblico di Reggio Calabria -dichiara divertito- in una terra che oramai sento mia grazie a moglie e figli. Si può suonare con chiunque, dovunque, bisogna solo capire in che modo unire due mondi diversi.”

Prima di salire sul palco, Sissoko spiega per quali ragioni, oltre a quelle acquisite con la famiglia, si sente ‘AfroCalabrese‘: “Alcuni valori antichi, tradizioni popolari, sono simili alla cultura maliana. Amo questa terra, cosi ricca di possibilità, dove il mare incontra la montagna. I giovani calabresi devono aver voglia di fare, crescere e imparare. Anche con l’aiuto della musica, strumento eccezionale”.

Di strumenti, a distanza di qualche minuto, Sissoko ne suonerà diversi sul palco del Play Music Fesival. Gremita la sala delle ‘Officine Miramare‘, Sissoko sin dalle prime note riesce a coinvolgere totalmente il pubblico, immerso nelle tipiche sonoritá africane.

“Dedico questo concerto ai bambini presenti, sono loro il nostro futuro” il messaggio di Sissoko prima della consueta ´migrazione´ tra uno strumento ed un altro che accompagna ogni brano. La fusione tra generi, tipica del background di Sissoko, si palesa con forza ancora maggiore nella seconda parte del concerto, quando la chitarra di Luigi Masciari é un ponte ideale tra due stili che si sfiorano senza mai incontrarsi.

FOTO DI MARCO COSTANTINO

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