Centro sportivo S. Agata: il vicesindaco Versace annuncia il bando. I dettagli
"Qualche mese fa feci quella manifestazione di interesse. Ricorderete che la partecipazione fu quasi nulla, per non dire nulla"
17 Gennaio 2024 - 10:03 | redazione

La LFA Reggio è tornata al centro sportivo S. Agata ma per lo svolgimento degli allenamenti è costretta a girovagare tra stadio Granillo e la struttura di Campo Calabro, viste le pessime condizioni dei due campi in erba naturale. Ospite della trasmissione “Momenti Amaranto” in onda su Videotouring il vicesindaco della Città Metropolitana Carmelo Versace, con lui si è discusso del prossimo bando, quello che dovrà definire la nuova assegnazione e delle attuali condizioni della struttura: “Utilizzare quotidianamente l’unico campo a disposizione in quei mesi in cui vi è stata la concessione della struttura per qualche mese, sapevamo non avrebbe agevolato la manutenzione dello stesso, soprattutto in prossimità della stagione fredda e piovosa. Giustamente mister Trocini ha lamentato questo tipo di problematica, ma la società sapeva a cosa andava incontro essendo quella una struttura che dopo la fine dello scorso campionato è stata abbandonata ed avendo in concessione quel solo rettangolo di gioco.
Ripeto, sui campi non si può intervenire se vengono utilizzati quotidianamente. Eravamo di fronte ad una scelta obbligata ma si voleva consentire alla squadra amaranto di potersi allenare, queste sono state le conseguenze che ovviamente erano immaginabili. Dal 20 dicembre, giorno in cui c’è stato lo sgombero fino alla nuova assegnazione, non c’erano i tempi per fare interventi, in quel periodo ci si è impegnati a riformulare una nuova manifestazione di interesse che ha consentito alla LFA Reggio Calabria di poter tornare nuovamente al S. Agata.
Da qui a fine mese credo che il settore della Città Metropolitana pubblicherà il nuovo bando, sarà pluriennale e dovrà preservare la sostenibilità e la progettualità di quello che dovrà essere il nuovo centro. Non sarà esclusivo, questo per permettere un utilizzo a 360° della struttura. Poi vedremo quelle che saranno le condizioni anche a livello di durata, chi entra dovrà presentare dei progetti di investimento, un bando come quello precedente con scadenza nel 2040 non è più proponibile. E quando parlo di investimenti mi riferisco per esempio a quella parte bassa del S. Agata. Se dovessero essere realizzati in quella zona dei campi di Padel che hanno tempi di costruzione comunque veloci, quello potrebbe essere un introito diretto e immediato. Oppure le energie rinnovabili, la ristorazione, per questo motivo vogliamo aprirlo alla città. La condivisione della sede? E’ chiaro che ci saranno delle zone che verranno porzionate in base all’utilizzo che se ne vorrà fare. Il centro sportivo va consegnato non oltre la fine di questa stagione per consentire a chiunque di poter programmare. Nell’idea della Città Metropolitana, dopo l’assegnazione, i lavori saranno tutti a carico di chi avrà la concessione. Non escludo che in questa fase l’ente decida di fare degli investimenti suoi. Qualche mese fa feci quella manifestazione di interesse proprio per capire quale sarebbe stata la risposta degli imprenditori. Ricorderete che la partecipazione fu quasi nulla, per non dire nulla”.
